Enrico Letta: da Premier a campione di assenteismo

Ha ormai abbandonato le aule della politica italiana che contano. Da quando l’Ex Premier Enrico Letta ha rassegnato le dimissioni da Presidente del Consiglio, è andato in Parlamento solamente a 12 sedute.

Era metà febbraio quando Enrico Letta saliva al Quirinale per presentare le sue dimissioni da Presidente del Consiglio dei Ministri.

Una staffetta interna al Partito Democratico, che poi, come ben noto, avrebbe portato al potere il Segretario del Partito Democratico Matteo Renzi. Ma Letta non è certamente rimasto a mani vuote, essendo stato eletto nelle politiche del 2013 come Deputato a Montecitorio.

Si potrebbe immaginare che Letta, finito il suo mandato da Premier, sia tornato ai suoi compiti parlamentari, ma purtroppo non è così. Il dato parla abbastanza chiaro, dalla fiducia al Governo Renzi del 25 febbraio scorso, Enrico Letta è stato presente 12 volte alla Camera. Scorrendo l’elenco delle votazioni, vediamo come l’Ex Premier abbia partecipato al voto solamente in 12 sedute nelle quali ci sono state votazioni elettroniche.

Dal 26 febbraio, la Camera si è riunita in 38 sedute per votare sui vari provvedimenti. Letta è stato presente solamente il 31% di queste, assente il 69%.

Se prima, giustamente, Enrico Letta non poteva partecipare alle discussioni di Montecitorio perché impegnato come Premier, ora il Deputato del Pd appare assente non giustificato.
Non sorprende quindi il dato generale da inizio Legislatura: presente a sole 150 votazioni elettroniche (3,46%), assente 827 (19,10%) e in missione il restante 77,44% delle volte.

Qualora le voci su un suo possibile incarico europeo in Commissione siano fondate, probabilmente Letta sarà portato a dimettersi dal suo incarico da Parlamentare. Fino a quel giorno, rimane solo la speranza di vederlo più spesso fra i banchi di Montecitorio.

Per approfondimenti:

  • Questo la dice lunga su quanto questa “persona” sia davvero interessata al bene del nostro Paese. Caro Enrico, sei davvero pessimo!

  • Lorenzo Romani

    Mi sembra un post davvero fuori luogo. La “metrica” delle presenze in Parlamento non può essere l’unico metro di giudizio di un politico. Che per altro è stato Presidente del Consiglio e, dopo le dimissioni, ha viaggiato in lungo e in largo in Europa a tessere relazioni ANCHE per il suo paese. Per piacere, non facciamo demagogia, i numeri non raccontano tutto.

    • openpolis

      I regolamenti Parlamentari definiscono per i Deputati e i Senatori l’obbligo di partecipare ai lavori della camera di appartenenza. Il dato delle presenze/assenze vuole contribuire ad una maggiore informazione sull’attività istituzionale dei politici. In caso di “viaggi internazionali” in rappresentanza del Paese, il Parlamentare non viene conteggiato assente ma in missione. Ovviamente, ci sono anche altre cose che un politico fa di importate ma che non necessariamente però richiedono che sia parlamentare.