Onorevoli, che meriti avete? Prima consultazione online rivolta ai parlamentari italiani.

Dal giugno dell’anno scorso pubblichiamo in openparlamento le classifiche dei Deputati e Senatori più attivi, insieme a tutte le informazioni per seguire da vicino e partecipare a ciò che viene deciso ogni giorno dai nostri rappresentanti. La classifica si aggiorna in tempo reale calcolando le attività svolte nelle Aule e Commissioni del Parlamento e assegnando a ciascuna di esse (disegno di legge, mozione, interrogazione, intervento, etc.) un peso diverso, in base alla sua importanza, in termini di impegno necessario a produrla e di valore politico rappresentato.

L’obiettivo della valutazione, di ogni buona valutazione, è di misurare quello che si fa, come lo si fa, per poterlo fare meglio. Il senso vero delle classifiche di openparlamento non è quello di giudicare o condannare questo o quel politico, di qualunquismo italiota contro la politica che si alimenta di stupide semplificazioni ce n’è già troppo. Noi vogliamo invece valutare per capire dove, a prescindere dagli schieramenti, c’è più valore e dove meno.

Vogliamo capire come distinguere il merito e l’impegno tra i deputati del PdL, tra i senatori del PD, della Lega o dell’IdV e di tutti i gruppi parlamentari. Vogliamo, in base a dati di fatto riscontrabili da tutti, dirlo e farlo capire a cittadini ed elettori. Perché anche chi non segue ogni giorno le cronache parlamentari possa disporre di elementi per valutare meglio chi ci rappresenta. Sì, anche con questa legge elettorale. Anche nel Parlamento dei “nominati”, quando la “centralità” del Parlamento di costituzionale memoria pare un lontano ricordo, è importante, forse ancora di più, fare valutazioni e distinzioni, per riaffermare il senso della rappresentanza nella democrazia.

E a questo richiamo pare proprio che abbiano risposto sinora più di 100 parlamentari, senatori e deputati di tutti i gruppi (con netta maggioranza di quelli dell’opposizione). Ne emerge un quadro con alcuni elementi comuni e diversi stimoli interessanti da approfondire.

Eccone una prima sintesi in attesa delle, speriamo ancora molte, altre risposte (la consultazione sarà aperta ancora per una settimana).

La qualità prima di tutto.
Tutti o quasi sottolineano come sia difficile, se non impossibile, dare in astratto un peso a ciascun atto e dire se un Disegno di legge valga più o meno di una mozione o di un emendamento. Molti concordano sul fatto che sia importante andare ad analizzare caso per caso il singolo provvedimento.
La quantità in Parlamento, dice buona parte dei parlamentari, è spesso nemica della qualità. E chi vanta al proprio attivo un gran numero di atti è facile che risponda prevalentemente a logiche clientelari, localistiche o di lobbies varie. Alcune tra le risposte più interessanti: Sen. Mario BALDASSARRI (Popolo della Libertà), Sen. Elio LANNUTTI (Italia dei valori), On. Pino PISICCHIO (Gruppo Misto), Sen. Giuliano BARBOLINI (Partito Democratico), etc.

Qualità, certo, ma come misurarla?
Molte le idee e i suggerimenti, che certamente proveremo a mettere a frutto:
tenere conto dell’esito dell’atto, se riesce ad avanzare nell’iter parlamentare o resta impantanato in partenza e non arriva nemmeno ad essere esaminato in via preliminare da una Commissione parlamentare. Quindi, da questo punto di vista, un progetto che diventasse legge (approvato perciò da tutt’e due le Camere) dovrebbe valere molto di più di uno dei tantissimi disegni di legge (sono ad oggi in totale 5249!) che rimangono impantanati nelle griglie di partenza senza nemmeno giungere ad essere esaminato da una Commissione parlamentare. In queato senso: Sen. Giuliano BARBOLINI, On. Marco FEDI, etc.
Ma se questo ragionamento appare sensato, d’altro canto punirebbe ingiustamente i rappresentanti dell’opposizione perché solo in rarissimi casi un provvedimento da loro proposto viene preso in considerazione. Così: Sen. Pietro ICHINOSen. Giuliana CARLINO, Sen. Paolo GIARETTA, etc.
misurare l’impatto di un provvedimento sull’opinione pubblica: Sen. Maurizio CASTRO, Sen. Francesco FERRANTE, On. Marco CAUSI, etc.
riconoscere un valore minimo o nessun valore alle co-firme (chi aggiunge la propria firma a quella dell’autore dell’atto): On. Roberto CASSINELLI, Sen. Marilena ADAMO, On. Maurizio TURCO, etc.

Attendiamo le risposte degli altri parlamentari, e poi tiriamo le somme insieme.
Intanto se ne parla sul “Corriere della Sera“.
I vostri commenti sono benvenuti…

  • bruno

    Prendo spunto da “Striscia la Notizia” in cui via e mail si
    cerca di contattare i Parlamentari della Regione sicilia per farli rispondere a quesiti posti da un cittadino.

    Quanto descritto da Striscia accade anche e nei confronti dei Parlamentari nazionali.
    A che serve inserire l’indirizzo e mail ( presenti sui siti di Camera e Senato – che non arrivano mai perchè sono filtrati) se poi contattati con tanto di nome cognome e indirizzo sulle problematiche del mio settore oppure per chiedere chiarimenti e o dare notizie più esatte di quanto stanno magari discutendo in quel momento non si
    degnano, salvo rarissimi casi, di rispondere.
    Nel mondo contemporaneo della comunicazione a che pro questa casta
    “ignorante” e sorda disprezza così tanto il contatto con la realtà e per essere ascoltati occorre magari finanziare un “loro” convegno perchè così fanno bella figura.

    Infine una precisazione: le precedenti rappresentanze parlamentari anni 1999 – 2001 erano un pochino più loquaci a rispondere, dalle ultime 2 legislature, visto che
    vengono cooptati sullo scranno parlamentare dai loro “capi bastone” faticano enormemente ad esporsi e si trincerano dietro il loro sordo silenzio.

    Bruno Bruni

  • Roberto

    Appena iscritto !!

    Considerazioni :
    1) da quanto tempono devono dimezzare i parlamentari ?
    2) perche’ discutono sulle pensioni a 38 o 40 anni di lavoro e poi dopo una legislatura (se va bene 4 anni) meritano un vitalizio (pensione altresi’ definita)?
    3) perche’ tutti quei privilegi ?
    4) perche’ quegli stipendi cosi’ alti ?
    5) perche’ sono sempre a litigare invece che a fare leggi sull’economia, le tasse, l’immigrazione clandestina che ci soffoca ?
    Come si dice a Milano… Fe’ su’ i manig e deves de fa’ !!!

  • Dante Pongiluppi

    Ho inviato un e-mail ai questori della camera per avere notizie delle azioni prese per eliminare i privilegi medioevali degli ex parlanentari.Non ho avuto alcuna risposta.
    E’ una presa per i fondelli indicare un indirizzo e non rispondere.

  • alfi

    Grazie alla trasmissione radiofonica Caterpillar ho saputo
    dell’ esistenza di questo sito. Sara’ mia cura iscrivermi e,quotidianamente, consultarvi per non limitarmi ad ascoltare comizi ma a rendermi conto, tramite il vostro lavoro, di come nella realta’ si comportano le persone e lo schieramento che ho votato. Grazie

  • silvio

    il problema e’ sempre il solito…sono troppo pagati, come fanno a capire chi vive con 1000 euro al mese quando loro ne prendono 10 volte tanto e vanno inpensione con 4 anni di legislatura!!!!!dovrebbero dare il buon esempio tagliandosi lo stipendio!!!

  • Filippo Matteucci – DEMOCRAZIA TURNARIA

    DEMOCRAZIA TURNARIA – IDEE PER UN PROGRAMMA POLITICO MINIMO

    TURNARIETA’ DELLE CARICHE PUBBLICHE

    Applicazione del metodo della democrazia turnaria alle cariche politiche
    (soppressione delle elezioni, oggi pilotate tramite clientelismo, voto di scambio e socializzazione dei costi del consenso)

    Applicazione del metodo della democrazia turnaria alle cariche dirigenziali
    (soppressione dei concorsi pubblici farsa)

    Applicazione del metodo della democrazia turnaria alla Giustizia e all’Ordine Pubblico
    (soppressione dei magistrati di carriera e partecipazione di cittadini qualificati alla gestione e all’attuazione dell’Ordine Pubblico)

    Per capire come funziona la democrazia turnaria leggere:
    http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=29320
    http://democraziaturnaria.splinder.com/post/22156653/democrazia-turnaria
    http://democraziaturnaria.splinder.com/post/22347025/la-democrazia-turnaria-e-impossibile-credici-e-vai-a-ballare

    STATO MINIMO
    MENO STATO, PIU’ MERCATO

    Lo stato, visto come apparato predatorio e vessatorio, comodo strumento delle famiglie padrone contro il popolo, avrà competenze ridotte al minimo, limitate alla difesa dei confini da invasioni straniere, clandestini compresi, all’Ordine Pubblico, alla Giustizia Penale, ed eventualmente alla Sanità.
    La riduzione dello strapotere dello stato si ottiene tramite:

    RIVOLUZIONE FISCALE

    DRASTICA DIMINUZIONE DELLA TASSAZIONE

    Eliminazione delle imposte sul reddito, sostituite da una blanda imposta sul patrimonio (con deducibilità dell’inflazione dall’imponibile)
    Eliminazione dei contributi previdenziali obbligatori
    Eliminazione delle imposte sui trasferimenti immobiliari
    Eliminazione delle imposte sul risparmio

    DIMEZZAMENTO DELLA SPESA PUBBLICA

    ottenibile in primo luogo tramite lo smantellamento dei due grandi baracconi statali: gli enti pubblici previdenziali e la pubblica istruzione.
    Gli enti pubblici previdenziali vennero istituiti da Mussolini, un servo delle famiglie padrone della grande industria e della grande proprietà terriera, quindi non certo per il bene del popolo, ma per depredare i risparmi delle famiglie dei lavoratori, dei ceti produttivi.
    La scuola di stato venne istituita non per l’elevazione del popolo ma unicamente in funzione anticristiana, per togliere alla chiesa il monopolio dell’educazione, e poter così instillare fin dall’infanzia nei figli del popolo relativismo e ateismo.

    RAFFORZAMENTO DELLE FAMIGLIE DEL POPOLO NEI CONFRONTI DELLO STATO

    La famiglia, soggetto di diritti e di responsabilità, come centro dell’esistenza e strumento di forza degli individui e dei ceti produttivi, contro lo stato strumento delle famiglie padrone e dei ceti parassitari.

    Divieto di intromissione dello stato nelle questioni familiari. Soppressione del giudice tutelare, sostituito da un consiglio di famiglia.
    Responsabilità familiare, penale e civile, del coniuge e dei parenti in linea retta di primo grado.

    QUALITA’ DELLA VITA E VIVIBILITA’ DELLE CITTA’

    ORDINE PUBBLICO DI QUARTIERE

    Libero porto d’armi per la difesa contro chiunque della propria famiglia e della proprietà privata.
    Normativa antisbandati e antimovida, forte aggravamento di pena per il disturbo al riposo delle persone e l’ubriachezza molesta, divieto di inquinamento acustico, unificazione dei vari corpi delle forze dell’ordine in un’unica arma, ausiliato da ronde volontarie di cittadini.
    Divieto di prostituzione in strada, riapertura delle case chiuse con obbligo di gestione cooperativa da parte delle stesse prostitute.
    Workhouse coatte per i cittadini degradatisi a clochard o ad accattoni.

    ORDINE PUBBLICO STRADALE

    Per la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacienti: ritiro pluriennale o perpetuo della patente, condanna per lesioni o omicidio dolosi.

    LIBERALIZZAZIONE DEGLI STUPEFACIENTI

    Per togliere ogni possibilità di profitto alle famiglie padrone delle organizzazioni criminali, liberalizzazione di produzione, commercio e uso privato degli stupefacienti.
    Pene severissime, con ritiro pluriennale o perpetuo della patente, per lo stato di alterazione da stupefacienti e di ubriachezza in luogo pubblico.

    PROBITA’ NELLE RELAZIONI SOCIALI E NEI COMMERCI

    Reato di falso in bilancio con pene severissime e interdizione perpetua dai commerci.

    Eliminazione dei principi generali del favor rei (interpretazioni della legge favorevoli al delinquente) e del favor debitoris (interpretazioni della legge favorevoli al debitore che non paga i suoi debiti).

    Tutela creditoria efficace con immediato spossessamento dei beni del debitore insolvente e loro vendita all’asta in tempi brevissimi.

    Sostituzione per quanto possibile della giustizia pubblica civile con arbitrati privati.

    Letture interessanti sull’argomento:

    http://peopleinarms.livejournal.com/
    http://www.mariadinazareth.it/inferno%20libro%20a%20tu%20per%20tu….htm
    http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/08/cosa-serve-la-crisi-finanziaria-parte-2.html
    http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/05/il-sistema-in-cui-viviamo-il-sistema.html
    http://partitodelsud.blogspot.com/2008/11/1860-macche-garibaldi-la-sicilia-venne.html

    Filippo Matteucci – DEMOCRAZIA TURNARIA
    Economista
    Libertarian Writer & Blogger