Politiche 2018, openpolis lancia due nuovi progetti

Per queste elezioni openpolis ha deciso di cambiare passo. Non ci sarà voisietequi, ma lanceremo due nuovi progetti: il Pac, per monitorare la propaganda politica su Facebook, e un servizio per conoscere dati personali, incarichi passati e interessi economici di tutti i candidati. 

È dalle politiche del 2006 che mandiamo online voisietequi, e mai come quest’anno abbiamo contato così tanta attesa. In queste settimane tra email, telefonate e messaggi social, in molti ci avete chiesto se stavamo lavorando su una nuova edizione. Ne abbiamo discusso molto, abbiamo più volte cambiato idea ma alla fine abbiamo deciso, seppure a malincuore, che stavolta avrebbe avuto poco senso.

L’idea di mettere a confronto i programmi di partiti e coalizioni che si contendono il governo del paese è nata e cresciuta in un altro tempo della politica. Nel bipolarismo della seconda repubblica, il programma doveva contare come un patto, un impegno con gli elettori – ricordate il contratto con gli italiani di Berlusconi? – da tradurre in realtà e riforme. Almeno così veniva venduto. Allora l’esercizio di scomporre i programmi per selezionare i temi e su ciascuno posizionare le liste, per mostrare le distanze effettive su questioni rilevanti poteva essere interessante. Il test voisietequi era in fondo un modo per far conoscere meglio i temi offerti dai partiti e soprattutto per provocare confronti e dibattiti tra gli elettori.

Questo gioco tiene se tiene la convenzione di un programma frutto in qualche modo di un processo di decisione all’interno dei partiti. Ma la perenne confusione politica che ha accompagnato gli ultimi governi da Monti in poi, ha profondamente messo in crisi tutto questo.

Chi nel 2013 avrebbe potuto chiedere conto a Berlusconi del programma con cui aveva vinto le elezioni nel 2008, se poi a metà della legislatura è stato sostituito dal governo tecnico di Monti, a cui lo stesso Berlusconi ha partecipato? Chi oggi, a fine legislatura si ricorda più dei programmi elettorali del 2013? I partiti con cui la legislatura era cominciata, nonché le alleanze, ora non esistono più. Partiti e gruppi parlamentari si sono spaccati, frantumati, rimescolati, alla frenetica ricerca di sempre nuovi equilibri, sempre inevitabilmente più precari dei precedenti. Espressione patologica di questa liquidità politica è il fenomeno dei cambi di gruppo, che in questa legislatura ha registrato dimensioni mai viste prima: più di un terzo dei parlamentari (348 su circa 1.000) ha cambiato gruppo e tanti anche diverse volte ciascuno. Dov’è il programma in tutto ciò, il programma di chi e per che cosa? Coltivare la sensazione che in questa campagna elettorale si debba scegliere in base al programma significa essere complici di una finzione.

Abbiamo quindi deciso di mettere voisietequi in standby. Non per dire che non serve informarsi sulle proposte dei partiti ma perché forse in questo scenario ci sono anche altre cose a cui guardare per tentare di vedere cosa si muove sotto il pelo dell’acqua. Insomma non disarmiamo, anzi, per queste elezioni i contributi che vogliamo proporre sono due.

Chi sono i candidati?

A ridosso del voto metteremo a disposizione un servizio che aiuta a conoscere chi sono i candidati (sia uninominali che plurinominali) presenti nel proprio collegio. A ciascuno dedicheremo una pagina dove, oltre ai dati personali, vengono ricostruiti gli incarichi politici e gli interessi economici, ossia se il candidato ha proprietà in aziende e incarichi direttivi in aziende pubbliche o private. Lavorando su tutti questi dati potremo ricostruire i criteri e le priorità che hanno determinato effettivamente le scelte dei partiti nella selezione dei loro candidati (rappresentanza di genere, età, provenienza politica, etc.) e per la prima volta potremo analizzare la distribuzione degli interessi economici all’interno delle liste e tra le liste differenti. Di fatto una guida al voto incentrata sulle persone invece che sui programmi o se volete un invito a verificare la credibilità dei programmi anche attraverso le persone scelte, la loro composizione sociale e provenienza politica, per tradurli in realtà.

Propublica PAC: ovvero come monitorare la campagna su Facebook

Il bello delle campagne digitali è nella personalizzazione. Con poco sforzo si può confezionare il messaggio adatto per uno specifico gruppo di persone, volendo per la singola persona. Grazie alla strabiliante quantità di dati che Google, Facebook, Amazon, Twitter etc. raccolgono sono in grado di definire con grande precisione i gusti e le inclinazioni di ciascuno di noi e quindi possono anche raggrupparci in insiemi assai omogenei di persone che condividono lo stesso profilo, lo stesso comportamento di acquisto ma anche lo stesso orientamento culturale e politico. Si chiama microtargeting, per cui più l’obiettivo del marketing è piccolo, più è specifico e più il messaggio ritagliato su di esso diventerà efficace. A ciascuno quindi la propria propaganda personalizzata.

Il fatto è che mentre i messaggi tv, radio e i cartelloni pubblicitari li vedono tutti, quelli che girano via social network sono noti solo ai destinatari e non sempre si possono conoscere i mittenti, ossia chi paga (vedi i casi dei profili fittizi nel Russia Gate).  Viene meno quindi una condizione di trasparenza della propaganda elettorale con messaggi che circolano in maniera incontrollata e che quindi possono essere sottratti al pubblico dibattito ed eludere anche un minimo di scrutinio da parte dei media e delle altre forze politiche.

Proprio per tentare di fare un pò di luce su tutto questo, a settembre del 2017 Propublica (testata giornalistica indipendente e non profit basata negli USA) ha lanciato PAC, Political Ad Collector, uno strumento per monitorare le pubblicità politiche online, in particolare su Facebook. Come openpolis abbiamo curato la versione italiana del progetto, con l’intento di replicare l’iniziativa in vista delle elezioni politiche del 2018. Da oggi avviamo la campagna per un monitoraggio distribuito della propaganda politica su  Facebook che sarà efficace solo se sarete in tanti a partecipare con noi!  Basta installare l’estensione per il vostro browser (per chrome e per mozillae cominciare a segnalare: qui trovate tutte le istruzioni

Per approfondire:

  • Brendan Chierchiè

    Mai come in queste elezioni ho sentito dire a così tanta gente: “non so chi votare”.
    Peccato, VoiSieteQui sarebbe stato utile.

    • openpolis

      Speriamo che i nuovi strumenti possano comunque aiutare al voto!

  • Bob

    Mi rammarico anche io dell’assenza del VoiSieteQui, ma attendo con interesse le pagine sui candidati. Indicativamente avete una ‘release date’ o è ancora troppo presto?

    • openpolis

      A ridosso del voto! Ti teniamo aggiornato

      • Bob

        Grazie! E buon lavoro!

  • Max

    Buongiorno, mi rammarico della vostra scelta.Credo che mai come quet’anno sarebbe stato utile uno strumento come Voi siete qui per potersi orientare. Infatti nella prospettiva di una mancanza di maggioranza nel dopo elezioni e quindi di probabili accordi post voto tra le forze politiche, credo che la scelta migliore per il cittadino elettore sia quella di dare il proprio voto alla forza politica nel cui programma si riconosce piu’ vicino e Voi siete qui e’ sempre stato un ottimo strumento di sintesi per poter fare questa scelta.
    Sicuri di non poter cambiare idea?

    • openpolis

      Ciao Max. Proprio per l’importanza del progetto, non è una cosa che si può improvvisare. A questo punto della campagna elettorale abbiamo dedicato le nostre risorse e le nostre energie a questi due nuovi progetti. Speriamo ti possano essere utili!

  • Marco

    Un vero peccato che non ci sia voisietequi per queste elezioni

  • flyguyit

    Eravate il sito di riferimento per questo genere di test, peccato. Chi ha preso questa decisione vive nell’iperspazio.

    • Gabriele Capasso

      Concordo, ma serve tanto tempo (e lavoro) per preparare, nel modo corretto, quel tipo di strumento. Difficile biasimarli.
      Certo il PAC è interessante, ma meno “utile”.

  • Gabriele Capasso

    Davvero una perdita “drammatica” il vostro voisietequi.
    In vostra assenza ho visto il “test” (è offensivo definirlo in altro modo) pubblicato su Repubblica.it e confezionato dall’Università del Sacro Cuore di Milano.
    Qualcosa di talmente inaccurato, metodologicamente fallato, trasudante pregiudizi e stereotipi. Spiace perché molti, ingenuamente, non vedranno la differenza.

    • Mario Negri

      d’accordo su tutto, valutazione del papocchio repubblicota compreso

    • l’ho fatto… è imbarazzante. A un certo punto mi aspettavo mi chiedessero se fossi a favore della pace nel mondo…

    • alesstanco

      Se può interessare, tramite hookii ho scoperto l’esistenza del Navigatore Elettorale, confezionato dall’Università di Pisa e molto meglio di quello di Repubblica!

      • Gabriele Capasso

        Davvero un bel lavoro, sto approfondendo. Openpolis dovrebbe linkarlo, vista la loro scelta.

        • Lasp94

          Hanno motivato perché non lo faranno più?

          • Gabriele Capasso

            Boh, è scritto sopra che hanno puntato sul monitoraggio dei social in questa occasione. Comunque il lavoro suggerito da @alesstanco:disqus qui sopra lo sostituisce egregiamente.

  • Mariano Belmonte

    Complimenti per la scelta perché, secondo me, VoiSieteQui era un progetto che aveva più forma che sostanza. Invece, questi due progetti penso che siano l’esatto contrario e li vedo molto efficaci, soprattutto in questo periodo di post-ideologia. Complimenti, come sempre, e non vedo l’ora di vederli “operativi” 🙂

  • Senza VoiSieteQui le schede nulle cresceranno…

  • Etzel

    Sono molto deluso da questa decisione e dalle spiegazioni addotte. Temo che stiate sfociando nel qualunquismo e sarebbe un errore grave per un sito come il vostro. Nessuno si aspetta che un test del genere o le dichiarazioni programmatiche dei partiti siano una vera e propria Bibbia. Voisietequi era comunque uno strumento utile per inquadrare le diverse posizioni esistenti sui temi più attuali del momento, avvicinare ai suddetti temi chi di politica ne mastica poca, inserire i partiti in una mappa concettuale magari anche fluida e liquida, ma comunque utile ad un orientamento di massima, che diventa ancora più importante nel momento in cui, come rilevate voi, l’universo politico si fa più fluido.

    Rinunciare a parlare dei temi “perchè tanto non contano niente e i gruppi politici cambiano più velocemente delle legislature” è un concetto che non condivido e non mi piace. Dedicare tutte le energie a una schedatura personale basata su lobby e interessi lo condivido ancora meno. Non ne metto in dubbio l’utilità, ma ridurre tutto a questione di logiche e interessi è un’approssimazione superficiale e controproducente.

    La politica non è bianca e nera: è anche questo (a eterno dispetto di chi crede nei santi), ma non è solo questo e mai lo sarà, se non nella propaganda di chi pensa di poter guadagnare capitale politico su questa visione semplicistica, sicuramente più facile da gestire di una visione politica più complessa che preveda anche un’ideologia complessa alle spalle. E spero che quello che io, personalmente, ritengo un errore di valutazione, sia effettivamente solo questo e non il consapevole matrimonio con la suddetta propaganda, cosa che metterebbe in dubbio la vostra indipendenza e sicuramente minerebbe la vostra imparzialità.

    Spero abbiate modo di rifletterci e magari ripensarci. C’è ancora tempo.

  • Mutester Observer

    Scusate perchè il Pac se installato può modificare i miei dati su Facebook?

  • Teo Mod

    Per quanto mi dispiaccia non avere più quel tipo di test comprendo la vostra scelta. Quello che mi preoccupa è che adesso non stiamo più a cercare credibilità del programma politico, ma nella persone che c’è lo dice e questo purtroppo “per esperienza”.

  • Trial90

    Sono profondamente deluso. Le motivazioni addotte non reggono affatto anzi rappresentavano una ragione in più (e che ragione!) per offrire uno strumento che negli anni si è contraddistinto sul web come libero servizio di avvicinamento consapevole al voto. Che i programmi siano parole al vento lo sappiamo e non dev’essere certo un problema vostro se non sono rispettati.
    Non so come stiano davvero le cose ma se dietro ci fosse qualche carenza organizzativa, gestionale o quant’altro, avrei sicuramente apprezzato il fatto di ammetterla perché non ci sarebbe nulla di male. Invece così no, ne uscite male…e no, gli strumenti proposti in alternativa non sono minimamente di interesse-aiuto per l’elettore medio. Mi auguro un ritorno di voisietequi.