Cosa sono e cosa fanno le commissioni d’inchiesta

Servono per indagare su materie di interesse pubblico. Da inizio legislature ne sono nate 15, ma non tutte sono state costituite. Poca trasparenza e informazioni non uniformi sono due degli ostacoli che rendono complicato il processo di accountability e di comunicazione con i cittadini.

Definizione:

Le commissioni d’inchiesta sono regolate dall’articolo 82 della costituzione italiana e possono essere create ad hoc per svolgere indagini e ricerche su materie e argomenti di interesse pubblico, con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria. Lo fanno attraverso missioni e sopralluoghi, audizioni con ministri, l’approvazione di relazioni, l’organizzazione di convegni e più in generale un accurato lavoro di studio e documentazione.

Possono essere di vario tipo: bicamerali, formate tramite legge e composto da deputati e senatori, o monocamerali, per la cui costituzione può bastare una deliberazione della camera o del senato. In entrambi i casi l’atto istitutivo include: gli scopi, la composizione, poteri e limiti, disciplina del segreto, organizzazione interna e tetto di spese per il funzionamento. L’istituzione di una commissione (attraverso un’atto) deve essere seguita dalla sua effettiva costituzione, con la nomina dei membri da parte dei singoli gruppi. Fra gli output finali, l’approvazione di relazioni da parte delle commissioni dovrebbe portare il parlamento a presentare ed eventualmente approvare i necessari atti (da ordini del giorno a disegni di legge) in linea con il contenuto del documento.

Dati:

Da inizio legislatura i disegni di legge per richiedere la costituzione di una commissione d’inchiesta sono stati più di 130, ma a oggi quelle istituite sono 15:

Camera:

  • Sugli effetti dell’utilizzo dell’uranio impoverito
  • Sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo
  • Sul livello di digitalizzazione e innovazione delle pubbliche amministrazioni
  • Sul sistema di accoglienza, di identificazione ed espulsione, nonché sulle condizioni di trattenimento dei migranti e sulle risorse pubbliche impegnate
  • Sulla morte del militare Emanuele Scieri
  • Sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie

Senato

  • Sugli infortuni sul lavoro
  • Sul fenomeno delle intimidazioni nei confronti degli amministratori locali
  • Sulle cause del disastro del traghetto Moby Prince
  • Sulla ricostruzione della città dell’Aquila e degli altri comuni interessati dal sisma del 6 aprile 2009
  • Sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere

Bicamerali:

  • Sul fenomeno delle mafie
  • Sul ciclo dei rifiuti
  • Sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro
  • Sul sistema bancario e finanziario

Non tutte le commissioni, dopo essere state istituite, sono state poi costituite con la nomina effettiva dei membri. È il caso per esempio della commissione d’inchiesta al senato sulla ricostruzione dell’Aquila, deliberata dal senato il 10 novembre del 2016 ma mai realmente costituita, e di quella bicamerale sul sistema bancario e finanziario (legge istitutiva approvata a fine giugno 2017).

Nella XVII legislatura, come si può leggere dai resoconti pubblicati da camera e senato, le commissioni d’inchiesta hanno totalizzato 2.015 ore di lavoro in 1.871 sedute. Considerando la data reale di costituzione, le commissioni hanno lavorato in media 5,77 ore al mese. Quelle bicamerali risultano essere le più operative: in cima al podio troviamo infatti la commissione d’inchiesta sul fenomeno delle mafie (con una media di 13,52 ore di lavoro al mese), seguita da quella sul ciclo dei rifiuti (7,61 ore), sul rapimento di Aldo Moro (6,66 ore). Meglio di quest’ultima ha fatto la commissione d’inchiesta sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione della camera, con una media di 7,60 ore al mese. Escludendo le due che non si sono mai realmente costituite, 3 commissioni hanno lavorato meno di 3 ore al mese da quando sono nate: sul commercio abusivo (camera – 2,59 ore al mese), sugli infortuni sul lavoro (senato – 1,86 ore) e sulle intimidazioni nei confronti degli amministratori locali (senato – 1,63 ore). Nel 2016 Montecitorio e Palazzo Madama hanno speso rispettivamente €852.500 e 751.000 per finanziare le missioni, consulenze e altre varie attività delle diverse commissioni d’inchiesta.

Analisi:

Le commissioni d’inchiesta possono svolgere un ruolo importante su questioni di forte interesse pubblico. Ciò nonostante quando si cerca di entrare meglio nel dettaglio delle loro attività sorgono alcuni problemi, riassumibili nella mancanza di dati e nella poca uniformità delle informazioni fornite. Come per tutte le commissioni o organi che non siano l’aula, non vengono pubblicate le presenze/assenze dei parlamentari nonché il dettaglio esatto delle votazioni. In aggiunta quando vengono forniti dettagli sul lavoro fatto (documenti, relazioni, audizioni e missioni) i due rami (e le singole commissioni) tendono a pubblicare informazioni diverse, in formati differenti e in maniera discontinua. Questo ovviamente non aiuta il pieno monitoraggio di quanto succede e soprattutto contribuisce a un incompleta comprensione dei processi parlamentari. Un peccato, perché molto dell’importante lavoro di indagine svolto, rischia così di venire perso e dimenticato.

Per approfondire