Europarlamentari italiani, i più presenti e i più assenti

Gli italiani sono gli 11° più presenti alle votazioni: vediamo come si comportano singolarmente. In cima alla classifica delle presenze ci sono Caputo (Pd), Bizzotto (Lega) e Danti (Pd). In fondo troviamo Patricelli (Fi, terzultimo) e Mussolini, (Fi, penultima). Il più assente è Soru (Pd).

In media i 73 deputati italiani del parlamento europeo sono presenti al 91,27% delle votazioni. L’organo europeo si riunisce meno spesso rispetto ai singoli parlamenti nazionali – in media fra le 4 e le 5 volte al mese – e questo ovviamente favorisce percentuali di presenze alte. Dal primo luglio 2014 , inizio ufficiale dell’ottava legislatura, ad oggi si sono tenute 3.103 votazioni, in 102 sedute plenarie. 

Grazie a VoteWatch scopriamo che l’europarlamentare italiano più presente è Nicola Caputo, politico campano del Partito democratico, ex consigliere regionale, che in quasi due anni di mandato è mancato a una sola votazione, con una percentuale di presenze del 99,97%. Subito dietro di lui Mara Bizzotto (Lega nord) con il 99,87% e Nicola Danti (Pd) con il 99,69% di presenze.

Il più assente degli italiani è Renato Soru (Pd), ex presidente della regione Sardegna che ha partecipato solo a 1.704 votazioni su 3.103 (56,07%). Considerando tutti i 751 deputati, Soru è il sesto più assente di tutto il parlamento europeo . Relativamente distanziata Alessandra Mussolini (Fi), che dopo aver lasciato il senato per andare a Bruxelles ha partecipato al 69,87% delle votazioni (secondo deputato italiano più assente). Al terzo posto di questa speciale classifica si trova Aldo Patriciello (Fi) che dall’inizio del suo mandato ha una percentuale di partecipazione del 70,51%.

Ecco la percentuale di presenze dei nomi più illustri: Raffaele Fitto (74,45%),  Antonio Tajani (76,67%), Gianni Pittella (82,11%), Cecile Kyenge (84,20%), Pina Picierno (88,61%), Matteo Salvini (88,66%), David Sassoli (89,04%), Sergio Cofferati (91,88%), Mario Borghezio (94,94%), Flavio Zanonato (95,10%), Simona Bonafe’ (96,07%), Gianluca Buonanno (97,03%) e Barbara Spinelli (98%).

Per approfondimenti:

 

  • Cristian Cossetti

    Non so come funzionino le cose nelle redazioni di certi giornali, ma so che gli operai e gli impiegati, ossia la netta maggioranza della popolazione, non si possono permettere una presenza al lavoro pari all’86%! Tolte le ore di ferie retribuite, i permessi e la malattia, la gente comune (lasciamo perdere la categoria dei “furbetti”) è tenuta a raggiungere un costante 100% di presenze. Ed è pagata per quel 100%. Gli europarlamentari sono stipendiati in rapporto alle loro presenze? Chi ha un 70% di presenze intasca poi un 70% di stipendio? Suppongo di no! Ecco… questa è l’ennesima differenza tra il popolino e chi li rappresenta. Ma è ben strano che chi rappresenta un popolo, in una democrazia, goda di molteplici benefit e raggiunga un tenore di vita da aristocratico. Davvero strano!