In Italia viviamo ancora le pesanti conseguenze di una tradizione del potere e di una pubblica amministrazione conformati sul segreto. L’arcana imperii insieme al segreto amministrativo: le decisioni, le loro ragioni, gli atti e i documenti su cui sono basati, erano, di regola, inaccessibili ai governati e agli amministrati, ossia ai sudditi.
Ora per i cittadini il principio non è più questo – perché si afferma la trasparenza e l’accessibilità totale – anche se la pratica non è molto diversa. Tutto, o quasi, è pubblico, ma poi se vuoi vedere le “carte”, i documenti e i dati, è un altro paio di maniche. Il cittadino deve dimostrare di possedere un assurdo “interesse legittimo” per accedere ad un particolare procedimento, o documento. E chi poi sarebbe titolato a verificare, nel caso specifico, l’esistenza di questo legittimo interesse è l’amministrazione stessa. Una situazione paradossale.
Per questo prima di parlare tanto di amministrazione trasparente e aperta, o di open government, come spesso capita di sentire di questi tempi, occorrerebbe introdurre nel nostro ordinamento il diritto dei cittadini, e quindi il dovere delle amministrazioni, di avere libero accesso agli atti e ai documenti.
Si tratta di una battaglia di civiltà e di libertà, oltreché di coerenza minima, alla quale Openpolis vuole contribuire con passione e convinzione aderendo alla coalizione per introdurre una Legge per la libertà di informazione in Italia (sulla linea della Freedom Of Information Act – FOIA degli stati Uniti).

www.foia.it

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Se l’acqua è per definizione limpida, le posizioni dei partiti in merito lo sono meno.
Come per l’abolizione delle province anche sulla liberalizzazione dei servizi idrici le posizioni dei partiti durante la campagna elettorale di aprile 2008 poco corrispondono ai comportamenti tenuti nelle votazioni parlamentari.
Due anni fa chiedemmo a tutti i partiti in lizza per le elezioni politiche di esprimere una posizione sul tema:
“Affidare la gestione dei servizi idrici (l’acqua) delle città ad aziende private, sia italiane che straniere”
Tutte le risposte le trovate qui.

Il 19 novembre 2009 alla Camera si è votato (vedi come hanno votato tutti i deputati) la conversione in legge del decreto 135/09 che tra i provvedimenti più importanti contiene appunto la norma sulla liberalizzazione dei servizi idrici locali.
Nella votazione non ci sono stati deputati ribelli, tutti hanno votato secondo le indicazioni del gruppo di appartenenza.
La Lega Nord, molto contraria in campagna elettorale, ha votato compattamente favorevole.
L’UDC, molto favorevole in campagna elettorale, si è detto contrario senza eccezioni.
Il PD era di fatto tendenzialmente favorevole, al voto si è detto contrario.
Insomma, almeno per una volta, PdL e IdV fanno parte delle stessa categoria. Sono gli unici che hanno fatto quel che avevano detto.

Quello dell’abolizione delle Province è stato tra gli slogan più sfruttati della campagna elettorale 2008. Tanto che abbiamo dovuto includerlo tra i 25 temi più importanti dell’agenda politica per l’edizione 2008 di voisietequi (il test politico-elettorale per capire chi votare). E su questa che pareva una questione “chiave” della politica italiana, simbolo di tutti gli sprechi e le inefficienze italiche, abbiamo registrato le posizioni di tutti i partiti presenti al voto. In quasi tutti i casi abbiamo ottenuto la risposta diretta dei partiti, in altri abbiamo documentato la posizione del partito attraverso i programmi elettorali e le dichiarazioni pubbliche. In questa pagina trovate raccolte le posizioni dei partiti e in quest’altra pagina ci sono le fonti che documentano in particoalre le posizioni di PD e UDC, che non hanno risposto al nostro questionario.

Finalmente martedì 13 ottobre 2009, la proposta di “abolizione delle Province” (C. 1990) avanzata dall’On. Donadi (IdV) è arrivata in Aula della Camera. Ma lì si è fermata. E’ stata, cioè, votata la “questione sospensiva” che equivale ad un rinvio indeterminato della riforma, da sospendersi in attesa di capire contenuti e portata di quella con cui il Governo intenderebbe riordinare tutte le autonomie locali, la cosiddetta “Carta delle autonomie”.
Al di là del merito della questione, che l’abolizione sia cosa buona o meno, è utile confrontare gli impegni prima delle elezioni di leader e partiti con il voto espresso alla Camera (vedi come hanno votato).

Popolo della Libertà: favorevole alla abolizione – favorevole alla sospensione della legge di abolizione
Partito Democratico
: tendenzialmente favorevole alla abolizione – contrario alla sospensione della legge di abolizione
Italia dei Valori
: favorevole alla abolizione – contrario alla sospensione della legge di abolizione
Unione di Centro
: favorevole alla abolizione – contrario alla sospensione della legge di abolizione
Lega Nord
: contrario alla abolizione – favorevole alla sospensione della legge di abolizione

Da notare che la sospensione è passata con soli 3 voti di scarto. Due deputati del PD hanno votato contrariamente alle indicazioni del Gruppo (uno favorevole, un astenuto, ribelli dunque) e altri 25, sempre del PD, erano assenti al voto.