Il nostro Vincenzo Smaldore è stato ospite di RaiNews24 per presentare alcune analisi contenute nel nuovo rapporto Camere Aperte 2013.

feb 052013

Oggi alle 11.00 alla sala Nassirya del Senato della Repubblica presentiamo il rapporto “Camere Aperte 2013“, la terza edizione della pubblicazione dedichiamo al Parlamento Italiano, per monitorare e valutare l’attività di Deputati e Senatori attraverso lo studio di dati e statistiche.

Al centro del rapporto c’è l’analisi della Legislatura appena conclusa per individuare protagonisti, trend, temi-chiave e l’imprescindibile valutazione sui due Governi che l’hanno guidata, Berlusconi prima e Monti dopo.

Entrambi si inseriscono in un percorso politico-istituzionale che, negli ultimi vent’anni, ha visto crescere sempre più il peso degli Esecutivi e l’importanza del loro ruolo rispetto i poteri e le funzioni del Parlamento. A tal punto che è lecito domandarsi se quella italiana sia ancora un Repubblica parlamentare.

Una tendenza che è diventata sempre più marcata con Berlusconi fino ad imporsi definitivamente con Monti, che lanciando l’appello “a far presto” ha chiesto ed ottenuto margini di manovra immensi, impensabili per i suoi predecessori.

La misura di tutto questo viene resa immediatamente dai dati sul procedimento legislativo, ovvero sulle leggi fatte. Delle 387 leggi approvate ben 297 sono di origine governativa (e con un iter di 130 giorni) e solo 90 quelle parlamentari (il cui iter però ha richiesto più di 600 giorni).

Il Governo Monti ha poi utilizzato in maniera sistematica lo strumento del voto di fiducia, percentualmente triplicandone la frequenza rispetto l’Esecutivo Berlusconi.

Ad un parlamento defraudato del suo potere legislativo non è stata neppure riconosciuta la sua funzione di controllo sull’operato del Governo. Interrogazioni e interpellanze di deputati e senatori sono state per lo più ignorate, se il Governo Berlusconi ha risposto poco (39%) il Governo Monti ha fatto decisamente peggio (29%).

Confrontare Berlusconi e Monti vuol dire anche rifarsi alle loro agende politiche e alle priorità che hanno dato ai lavori parlamentari.
Se la cifra riassuntiva può essere “Giustizia” per il primo e “Imprese” per il secondo, possiamo inoltre individuare alcuni argomenti su cui si è registrata in particolare la maggior differenza di interesse fra i due. Mentre Berlusconi ha un saldo positivo su “testamento biologico“, “istruzione” e “immigrazione“, Monti ha invece preferito altri temi, come “rifiuti“, “casa” e “pensioni“.

In questa cornice politico-istituzionale hanno agito poi i quasi 1.000 parlamentari, fra deputati e senatori, che gli italiani hanno eletto a rappresentarli.
Gli indici elaborati da Openpolis per misurare rilevanza, presenze e produttività non solo possono contribuire a rendicontare in maniera corretta la loro attività, facendo emergere i protagonisti positivi e negativi, ma con l’approssimarsi delle prossime elezioni politiche possono essere d’aiuto ai cittadini nella scelta del voto: confermare chi ha lavorato bene e sostituire chi non l’ha fatto.

 

Il rapporto Camere aperte 2013 (file Pdf, 1,6 Mb)

Finalmente on-line le dichiarazioni patrimoniali dei ministri e di (alcuni) sottosegretari. Apprezzabile l’iniziativa voluta da Monti, anche se troppi aspetti sembrano lasciati al caso: non tutti hanno rispettato i termini, le informazioni non sempre sono poste in evidenza sui siti istituzionali, sono pubblicate attraverso pdf e non in formato aperto, e sopratutto sono state raccolte attraverso modelli diversi, pertanto in alcuni casi mancano dati fondamentali.

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L’associazione openpolis pubblica “I tecno-professori”, rapporto sulla composizione del Governo Monti per età e genere.
Per comprendere meglio quali scelte faccia la politica abbiamo comparato i nuovi ministri con i propri predecessori italiani e con gli omologhi europei.

L’esperienza prima di tutto. Il Governo presieduto dal senatore Mario Monti è con 64 anni quello con l’età media più alta sia fra i 58 che si sono susseguiti in Italia dal 1948, sia fra i 27 esecutivi europei attualmente in carica. In Europa, gli italiani Monti con 68 anni e Giarda con 75 sono rispettivamente il premier e il ministro più anziani.

In Europa, invece. 11 Paesi dell’Unione Europea sono guidati da premier quarantenni e in diversi casi a ministri giovani sono state affidate competenze importanti. Ad esempio, per quanto riguarda le materie economico-finanziarie, ci sono ministri trentenni in 5 Paesi mentre i quarantenni sono 8.

Rappresentanza di genere. Per quanto concerne la presenza di donne fra i ministri, nel Governo Monti ce ne sono soltanto 3 su 18, pari al 16,6%. Il dato, anche se basso, è di poco inferiore alla media europea (19,17%) ed è abbastanza allineato con la storia dei governi italiani, dove in 36 casi su 58 non vi è stata neanche una donna ministro.

Open data. Tutte le informazioni usate per la realizzazione del mini dossier sono rilasciate liberamente con le stesse licenze d’uso della pubblicazione. Speriamo di poter essere d’aiuto per nuovi studi ed elaborazioni, e al tempo stesso mettiamo il nostro lavoro a disposizione di chi si voglia cimentare con la visualizzazione dei dati.

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Ora è ufficiale: Mario Monti ha sciolto stamattina l’ultima riserva ed è stato nominato nuovo presidente del Consiglio dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Il nuovo premier ha annunciato anche la nuova squadra di governo che, a differenza di quanto affermato nei giorni scorsi, è composta esclusivamente da esponenti tecnici. Nessun politico, dunque, come espressamente richiesto dalla maggioranza delle forze politiche dopo le consultazioni avvenute ieri in Quirinale.

Ecco la lista dei nuovi ministri:

Corrado Passera, ministro dello Sviluppo e delle Infrastrutture
Giampaolo Di Paola, ministro della Difesa
Anna Maria Cancellieri, ministro dell’Interno
Paola Severino, ministro della Giustizia
Giulio Terzi, ministro degli Esteri
Elsa Fornero, ministro del Welfare con delega alle Pari Opportunità
Francesco Profumo, ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca
Lorenzo Ornaghi, ministro per i Beni culturali
Renato Balduzzi, ministro per la Salute
Mario Catania, ministro delle Politiche Agricole e forestali
Corrado Clini, ministro dell’Ambiente
Mario Monti, ministro ad interim di Economia e Finanze

Ministri senza portafoglio:

Enzo Moavero Milanesi, ministro agli Affari Europei
Piero Gnudi, ministro al Turismo e Sport
Fabrizio Barca, ministro per la Coesione territoriale
Piero Giarda, ministro ai Rapporti con il Parlamento
Andrea Riccardi, ministro per la Cooperazione internazionale

Monti proporrà inoltre al Cdm la nomina di Antonio Catricalà, attuale presidente dell’Antitrust, a sottosegretario della Presidenza del Consiglio.

Il nuovo Governo risulta pertanto composto da 15 uomini e 3 donne ed ha un’età media di 63,6 anni.