Abbiamo lanciato una campagna rivolta a Deputati e Senatori per ottenere la trasparenza della Commissioni Parlamentari. Occorre riformare i regolamenti di Camera e Senato (qui la nostra proposta) affinchè i cittadini siano finalmente informati su presenze, lavori e votazioni nelle Commissioni.

Il cuore dell’attività legislativa del Parlamento è opaco e ciò non può che incrinare il rapporto di fiducia tra rappresentanti e rappresentati. Porvi rimedio è un atto dovuto, da realizzare il prima possibile in questa Legislatura.

A seguire l’elenco dei Parlamentari che stanno aderendo (ultimo aggiornamento 20/05/2013):

Camera
Luisa Gnecchi (Pd)
Donatella Ferranti (Pd)
Gero Grassi (Pd)
Diego Zardini (Pd)
Roberto Rampi (Pd)
Giuseppe Berretta (Pd)
Giovanni Legnini (Pd)
Massimo Palmizio (Pdl)
Walter Verini (Pd)
Luisa Bossa (Pd)
Tino Iannuzzi (Pd)
Gianni Melilla (Sel)
Giulia Grillo (M5S)
Stefano Quintarelli (Scelta Civica)
Federica Mogherini (Pd)
Sandro Gozi (Pd)
Paolo Coppola (Pd)
Vanna Iori (Pd)
Ivan Scalfarotto (Pd)
Andrea Romano (Scelta Civica)
Giorgio Zanin (Pd)
Roberto Giachetti (Pd)
Giacomo Stucchi (Lega)
Lorenzo Basso (Pd)
Vito Petrocelli (M5S)
Matteo Biffoni (Pd)
Alessandro Bratti (Pd)
Sergio Boccadutri (Sel)
Caterina Bini (Pd)
Marco Baldassarre (M5S)
Michele Bordo (Pd)
Ilaria Capua (Scelta Civica)
Titti Di Salvo (Sel)
Enzo Lattuca (Pd)
Vinicio Peluffo (Pd)
Alberto Losacco (Pd)
Ermete Realacci (Pd)
Antonio Misiani (Pd)
Fabio Lavagno (Sel)
Silvia Fregolent (Pd)
Ettore Rosato (Pd)
Rosanna Scopelliti (Pdl)
Nicola Molteni (Lega)
Silvia Velo (Pd)
Miriam Cominelli (Pd)
Pierpaolo Vargiu (Scelta Civica)
Andrea Martella (Pd)
Liliana Ventricelli (Pd)
Dario Nardella (Pd)
Arturo Scotto (Sel)
Luca Frusone (M5S)
Pina Picierno (Pd)
Marco Meloni (Pd)
Roberta Lombardi (M5S)
Marina Sereni (Pd)
Raffaello Vignali (Pdl)
Erasmo Palazzotto (Sel)
Enrico Zanetti (Scelta Civica)
Carlo Sibilia (M5S)
Daniela Gasparini (Pd)
Laura Garavini (Pd)
Sandra Zampa (Pd)
Veronica Tentori (Pd)
Marco Donati (Pd)
Dalila Nesci (M5S)
Caterina Pes (Pd)
David Ermini (Pd)
Alessio Tacconi (Pd)
Claudio Cominardi (M5S)
Gluglielmo Picchi (Pdl)
Anna Ascani (Pd)
Massimo De Rosa (M5S)
Laura Coccia (Pd)
Mirella Liuzzi (M5S)
Paolo Bernini (M5S)
Francesco Laforgia (Pd)
Francesco D’Uva (M5S)
Angelo Tofalo (M5S)
Enza Bruno Bossio (Pd)
Michele Piras (Sel)
Elisa Mariano (Pd)
Giovanni Paglia (Sel)
Emanuele Lodolini (Pd)
Luigi Bobba (Pd)
Raffaella Mariani (Pd)
Pier Paolo Baretta (Pd)
Giovanna Martelli (Pd)
Mara Mucci (M5S)
Mario Marazziti (Scelta Civica)
Eleonora Cimbro (Pd)
Patrizia Terzoni (M5S)
Umberto Marroni (Pd)
Chiara Gagnarli (M5S)
Paolo Romano (M5S)
Colomba Mongiello (Pd)
Luca Sani (Pd)
Alessia Morani (Pd)
Antonio Decaro (Pd)
Vincenzo Garofalo (Pdl)
Marisa Nicchi (Sel)
Khalid Chaouki (Pd)
Massimo Bray (Pd)
Ivan Catalano (M5S)
Alessandro Di Battista (M5S)
Valeria Valente (Pd)

 

Senato
Pietro Ichino (Scelta Civica)
Francesco Molinari (M5S)
Maurizio Buccarella (M5S)
Elisa Bulgarelli (M5S)
Gianluca Castaldi (M5S)
Stefano Esposito (Pd)
Salvatore Margiotta (Pd)
Sergio Lo Giudice (Pd)
Francesco Campanella (M5S)
Patrizia Manassero (Pd)
Salvatore Tomaselli (Pd)
Marco Scibona (M5S)
Andrea Olivero (Scelta Civica)
Stefania Pezzopane (Pd)
Stefano Esposito (Pd)
Michela Montevecchi (M5S)
Roberta Pinotti (Pd)
Stefano Vaccari (Pd)
Donella Mattesini (Pd)
Augusto Minzolini (Pdl)
Antonio De Poli (Scelta Civica)
Stefano Candiani (Lega)
Salvatore Torrisi (Pdl)
Marco Filippi (Pd)
Nicoletta Favero (Pd)

Il Governo può contare su una maggioranza assoluta alla Camera, 316 voti su 630, ma nelle commissioni i rapporti di forza cambiano.

Con l’ultimo voto di fiducia, il Governo ha dimostrato di avere la maggioranza assoluta alla Camera (316 deputati su 630). Una situazione che non solo premette a Berlusconi di andare avanti ma che anche allontana, in mancanza di novità sostanziali definitivamente, l’eventualità che dall’iniziativa dell’opposizione, ferma a 301, possa nascere un esecutivo tecnico.
Ovviamente, sono due ottimi motivi per cui Pdl e Lega possano dichiararsi soddisfatti. Ma tutto ciò potrebbe non essere sufficiente per garantire la governabilità e alla maggioranza di procedere con il suo programma e con le riforme già da tanto tempo annunciate. Continua a leggere »

Al di là del clamore e del fuoco continuo di dichiarazioni incrociate, i numeri stanno lì a ricordare una realtà semplice semplice: il Governo, allo stato attuale, non ha la maggioranza nelle Commissioni parlamentari in cui si decidono questioni come il federalismo fiscale e la politica economica. E se le supposte, temute o minacciate, campagne acquisti di parlamentari non dovessero far guadagnare risultati proprio in queste Commissioni, l’unica reale possibilità di evitare le elezioni, sarebbe quella di scendere a patti con chi, di volta in volta, è disponibile.

La riforma federale, dopo l’approvazione della legge Delega (n. 42 del 2009), consiste in una corsa contro il tempo che scadrà in maggio (a 24 mesi dalla entrata in vigore della legge) per approvare una serie di Decreti di attuazione, che vengono sì emanati dal Governo, ma che debbono affrontare anche l’esame parlamentare, in particolare quello della Commissione bicamerale (deputati e senatori) per l’attuazione del federalismo fiscale.

E qui, su 30 membri complessivi, il Governo può contare, con una certa affidabilità, solo su 15 voti: 11 del PdL, 3 della Lega, più 1 che dovrebbe essere garantito dalla Senatrice Helga Thaler Ausserhofer del Sudtiroler Volkspartei. Pertanto se il Governo vuole ottenere il parere positivo, non vincolante ma politicamente essenziale, della Commissione, deve evitare il voto contrario almeno del Sen. Baldassarri, unico parlamentare FLI in Commissione, o dei due rappresentati dell’UDC, Sen. D’Alia, On. Galletti.
Gli stessi senatori Baldassarri e Thaler Aussehofer sono decisivi nella Commissione VI Finanze del Senato, di cui il Sen. di FL è anche Presidente. E i decreti di attuazione del federalismo dovranno passare anche qui, dove su 24 membri, solo 11 appartengono alla maggioranza.
Situazione analoga si presenta nella Commissione Bilancio, dove su 48 membri la maggioranza ne ha 22 (17 PDL e 5 Lega) e può arrivare a 24 solo grazie al sostegno dei transfughi dell’ultim’ora Gianpiero Catone (ex PdL, ex FLI, ora nel gruppo Misto in appoggio al Governo, traguardo del vitalizio da deputato in aprile) e Bruno Cesario (ex PD, ex ALI di Rutelli, gruppo Misto in appoggio al Governo, traguardo del vitalizio in aprile). Quanto potrà reggere un equilibrio del genere alla prova, prossima, della conversione in legge del Decreto Milleproghe? Così viene chiamato il Decreto con cui si rinviano scadenze di legge e si finanziano tantissime cose che c’entrano poco tra loro, e questa è da sempre l’occasione per gruppi di pressione e clientele varie per dare l’assalto alla diligenza. Come resistere in una situazione di questo tipo? Quanto costerà al rigore finanziario, il consenso, o la non ostilità, da guadagnare nella zona grigia delle Commissioni?

In queste pagine potete seguire la composizione e gli equilibri (sempre aggiornati) delle Commissioni della Camera, del Senato, di quelle bicamerali.