Openpolis collabora all’iniziativa dell’Open Gevernment Forum per il monitoraggio indipendente degli impegni assunti dal Governo italiano nell’ambito del primo Piano d’Azione per l’attuazione delle misure che dovrebbero andare nella direzione di un governo aperto.

Il monitoraggio – che consiste nel fare le pulci ad ognuno degli impegni dichiarati nel Piano per vedere se, come e fino a che punto sono stati realizzati – è aperto a tutte le persone/organizzazioni che vorranno contribuire e produrrà la pubblicazione di un rapporto finale, sulla scorta di quanto già fatto in numerosi Paesi aderenti ad Open Government Partnership.

Donne, uomini, comitati o organizazioni di buona volontà possono segnalare la propria disponibilità a contribuire inviando una mail a report@opengovernmentforum.it.

Vai alla pagina per il 5xmille ad Openpolis
Ricordi la storia di quell’imperatore vanitoso che indossava abiti trasparenti? I cortigiani vedevano chiaramente che non portava niente, eppure restavano zitti. Solo un ragazzino strillò: “ma il re non ha i vestiti!”
Ecco, noi cerchiamo tutti giorni di essere quel ragazzino coraggioso.
Quel ragazzino che non conosce ipocrisia e ti dice come stanno le cose.

Sai che usiamo l’analisi dei dati per vederci chiaro. Usiamo i numeri per dimostrarti che il Re è Nudo. Siamo in otto in ufficio e la mole di lavoro che affrontiamo è davvero tanta.
Sai che i servizi che ti offriamo sono tutti gratuiti. Abbiamo creato per te Open parlamento un posto dove trovi tutte le informazioni sui lavori del Parlamento Italiano aggiornati quotidianamente e analizzati: puoi seguire in maniera semplice l’operato di chi ci governa. Open politici invece ti permette di consultare le schede di tutti i politici italiani di qualunque ordine e grado: Comune, Provincia, Regione, Unione europea e Governo italiano. Poi c’è Open municipio a cui finora hanno aderito le città di Udine, e Senigallia ma noi pensiamo che la chiarezza nei lavori di un Comune se la meritano i cittadini di ogni parte d’Italia. Con Voi siete qui abbiamo provato a capire i programmi elettorali di ogni partito politico. Poi c’è Camere Aperte, il rapporto annuale sullo stato della politica italiana e i mini-dossier di giornalismo dei dati che periodicamente promuoviamo.

Adesso abbiamo bisogno di te.
Per continuare a donarti trasparenza donaci il tuo 5 per mille.


97532050586

il nostro codice fiscale da inserire nel modello per la dichiarazione dei redditi

Grazie.
Vittorio Alvino e lo staff di Openpolis
openpolis.it/5xmille

Nella relazione finale (vedi PDF) consegnata dai #saggi al Presidente Napolitano c’è un paragrafo dedicato al “Funzionamento delle Camere” (Cap. 3 Governo e Parlamento) e al suo interno una delle proposte di riforma recita così:
i) Pubblicità dei lavori delle Commissioni Parlamentari.
Previsione della piena pubblicità, avvalendosi delle nuove tecnologie, della comunicazione dei lavori delle Commissioni, a fini di maggiore conoscibilità delle loro attività. L’Ufficio di Presidenza della Commissione, su richiesta motivata di un Gruppo Parlamentare, in relazione a un determinato argomento all’ordine del giorno, può limitare la pubblicità dei lavori alla sola redazione del resoconto sommario;

Come vedete scopo e contenuto coincidono con la nostra proposta di riforma dei Regolamenti di Camera e Senato per avere finalmente trasparenza nella parte decisiva del lavoro parlamentare, quello svolto in Commissione. Dunque alla lista degli aderenti alla nostra campagna #ParlamentoCasadiVetro possiamo aggiungere anche i saggi, facciamolo allora e facciamolo presto!

Abbiamo lanciato una campagna rivolta a Deputati e Senatori per ottenere la trasparenza della Commissioni Parlamentari. Occorre riformare i regolamenti di Camera e Senato (qui la nostra proposta) affinchè i cittadini siano finalmente informati su presenze, lavori e votazioni nelle Commissioni.

Il cuore dell’attività legislativa del Parlamento è opaco e ciò non può che incrinare il rapporto di fiducia tra rappresentanti e rappresentati. Porvi rimedio è un atto dovuto, da realizzare il prima possibile in questa Legislatura.

A seguire l’elenco dei Parlamentari che stanno aderendo (ultimo aggiornamento 20/05/2013):

Camera
Luisa Gnecchi (Pd)
Donatella Ferranti (Pd)
Gero Grassi (Pd)
Diego Zardini (Pd)
Roberto Rampi (Pd)
Giuseppe Berretta (Pd)
Giovanni Legnini (Pd)
Massimo Palmizio (Pdl)
Walter Verini (Pd)
Luisa Bossa (Pd)
Tino Iannuzzi (Pd)
Gianni Melilla (Sel)
Giulia Grillo (M5S)
Stefano Quintarelli (Scelta Civica)
Federica Mogherini (Pd)
Sandro Gozi (Pd)
Paolo Coppola (Pd)
Vanna Iori (Pd)
Ivan Scalfarotto (Pd)
Andrea Romano (Scelta Civica)
Giorgio Zanin (Pd)
Roberto Giachetti (Pd)
Giacomo Stucchi (Lega)
Lorenzo Basso (Pd)
Vito Petrocelli (M5S)
Matteo Biffoni (Pd)
Alessandro Bratti (Pd)
Sergio Boccadutri (Sel)
Caterina Bini (Pd)
Marco Baldassarre (M5S)
Michele Bordo (Pd)
Ilaria Capua (Scelta Civica)
Titti Di Salvo (Sel)
Enzo Lattuca (Pd)
Vinicio Peluffo (Pd)
Alberto Losacco (Pd)
Ermete Realacci (Pd)
Antonio Misiani (Pd)
Fabio Lavagno (Sel)
Silvia Fregolent (Pd)
Ettore Rosato (Pd)
Rosanna Scopelliti (Pdl)
Nicola Molteni (Lega)
Silvia Velo (Pd)
Miriam Cominelli (Pd)
Pierpaolo Vargiu (Scelta Civica)
Andrea Martella (Pd)
Liliana Ventricelli (Pd)
Dario Nardella (Pd)
Arturo Scotto (Sel)
Luca Frusone (M5S)
Pina Picierno (Pd)
Marco Meloni (Pd)
Roberta Lombardi (M5S)
Marina Sereni (Pd)
Raffaello Vignali (Pdl)
Erasmo Palazzotto (Sel)
Enrico Zanetti (Scelta Civica)
Carlo Sibilia (M5S)
Daniela Gasparini (Pd)
Laura Garavini (Pd)
Sandra Zampa (Pd)
Veronica Tentori (Pd)
Marco Donati (Pd)
Dalila Nesci (M5S)
Caterina Pes (Pd)
David Ermini (Pd)
Alessio Tacconi (Pd)
Claudio Cominardi (M5S)
Gluglielmo Picchi (Pdl)
Anna Ascani (Pd)
Massimo De Rosa (M5S)
Laura Coccia (Pd)
Mirella Liuzzi (M5S)
Paolo Bernini (M5S)
Francesco Laforgia (Pd)
Francesco D’Uva (M5S)
Angelo Tofalo (M5S)
Enza Bruno Bossio (Pd)
Michele Piras (Sel)
Elisa Mariano (Pd)
Giovanni Paglia (Sel)
Emanuele Lodolini (Pd)
Luigi Bobba (Pd)
Raffaella Mariani (Pd)
Pier Paolo Baretta (Pd)
Giovanna Martelli (Pd)
Mara Mucci (M5S)
Mario Marazziti (Scelta Civica)
Eleonora Cimbro (Pd)
Patrizia Terzoni (M5S)
Umberto Marroni (Pd)
Chiara Gagnarli (M5S)
Paolo Romano (M5S)
Colomba Mongiello (Pd)
Luca Sani (Pd)
Alessia Morani (Pd)
Antonio Decaro (Pd)
Vincenzo Garofalo (Pdl)
Marisa Nicchi (Sel)
Khalid Chaouki (Pd)
Massimo Bray (Pd)
Ivan Catalano (M5S)
Alessandro Di Battista (M5S)
Valeria Valente (Pd)

 

Senato
Pietro Ichino (Scelta Civica)
Francesco Molinari (M5S)
Maurizio Buccarella (M5S)
Elisa Bulgarelli (M5S)
Gianluca Castaldi (M5S)
Stefano Esposito (Pd)
Salvatore Margiotta (Pd)
Sergio Lo Giudice (Pd)
Francesco Campanella (M5S)
Patrizia Manassero (Pd)
Salvatore Tomaselli (Pd)
Marco Scibona (M5S)
Andrea Olivero (Scelta Civica)
Stefania Pezzopane (Pd)
Stefano Esposito (Pd)
Michela Montevecchi (M5S)
Roberta Pinotti (Pd)
Stefano Vaccari (Pd)
Donella Mattesini (Pd)
Augusto Minzolini (Pdl)
Antonio De Poli (Scelta Civica)
Stefano Candiani (Lega)
Salvatore Torrisi (Pdl)
Marco Filippi (Pd)
Nicoletta Favero (Pd)

“Sogno che quest’aula diventi una casa di vetro e che questa scelta possa contagiare tutte quante le altre istituzioni” dice il Presidente Grasso verso la chiusura del suo discorso di insediamento al Senato, facendo l’eco di quello pronunciato la mattina dalla Presidente Boldrini: “Facciamo di questa Camera la casa della buona politica. Rendiamo il Parlamento e il nostro lavoro trasparenti”. Magnifico, veramente.
Il sogno di Pietro e l’incitazione di Laura sono per la trasparenza del Senato e della Camera. E non sono soli. La quasi totalità dei membri che siedono nelle Aule presiedute da Grasso e Boldrini sono stati eletti sulla base di programmi dei loro partiti che hanno tra i primi punti proprio la trasparenza.
Fuori, nelle piazze nelle strade negli articoli dei giornali in tv nei tweet e nei blog, tutti vogliono pretendono urlano trasparenza! Diviso su tutto, il nostro paese pare essere unanime su pochissime cose, una di queste è proprio la necessità di trasparenza.
Noi che i sogni abbiamo voglia di continuare a farli ma che abbiamo anche l’urgenza di viverli, lanciamo non un appello, perché pare proprio che in questo caso non ce ne sia bisogno, ma la proposta che produce direttamente e concretamente un aumento del tasso di trasparenza del nostro Parlamento: Commissioni aperte per un Parlamento trasparente!
E’ incredibile a dirsi ma i lavori delle Commissioni del Senato e della Camera, di norma e per Regolamento, non sono pubblici. Non si sa chi prenda parte alle riunioni – le presenze non sono pubblicate – non si sa cosa viene detto – i resoconti sono solo riassunti sommari – e, assurdamente, non si conoscono i voti, non si può sapere se i nostri rappresentanti hanno votato a favore o contro una proposta di legge.

Perciò prima di tutto bisogna modificare i Regolamenti per rendere pubblici e trasparenti i lavori delle Commissioni parlamentari. E poi, contemporaneamente, bisogna stabilire che il sistema di voto normale, in Assemblea e nelle Commissioni, sia quello elettronico, in modo che si sappia sempre chi è presente e cosa vota. Non se ne può più con quelle ridicole alzate di mano con cui si approvano cose importanti di cui però non si può chiedere conto a chi l’ha votate.

Questo è il testo di una proposta di riforma del Regolamento del Senato pronta per essere adottata. Ci abbiamo lavorato a lungo in passato, anche con l’aiuto di tecnici e addetti ai lavori, ma è sempre mancata la volontà che invece viene da tutti ribadita proprio adesso.
Si può fare la stessa cosa alla Camera e passare nel giro di pochi atti e pochi giorni da un Parlamento opaco a uno molto più trasparente.
Per questo non occorre neppure un Governo, è sufficiente la maggioranza assoluta dei Deputati e dei Senatori e tante persone fuori a chiedere di passare dai sogni al cambiamento della realtà.
#parlamentocasadivetro

Abbiamo pubblicato la nuova edizione di voisietequi.it il test-politico elettorale per aiutare i cittadini ad orientarsi al voto, in occasione delle elezioni politiche del 24 e 25 Febbraio 2013.Per scegliere chi votare alle prossime elezioni, non sempre si può fare affidamento su informazioni corrette ed esaurienti. Diritti civili, economia, Europa, ambiente. Cosa ne pensano i partiti? Su cosa si differenziano?
Abbiamo selezionato i 25 temi più importanti e su quelli abbiamo interrogato le liste elettorali. La quasi totalità ha risposto direttamente, per le altre abbiamo ricavato noi la loro posizione analizzando i programmi elettorali e le dichiarazioni pubbliche. In pochissimi casi, in mancanza di risposte e documentazione, abbiamo dovuto procedere con l’esclusione.
Voi siete quivoisietequi.it propone ai cittadini-elettori di rispondere ad un questionario che restituisce come risultato il partito più vicino alle proprie posizioni. Inoltre, al termine del test viene elaborata una mappa visuale che colloca l’utente nel grafico delle distanze esistenti fra le diverse liste.
Il progetto non si esaurirà con l’elezione del nuovo Parlamento, ma proseguirà per tutta la durata della Legislatura. Infatti, con il contributo di quanti risponderanno al questionario, abbiamo l’obbiettivo di monitorare l’operato di Deputati, Senatori e Governo per verificare che gli impegni assunti in campagna elettorale vengano rispettati.

Il nostro Vincenzo Smaldore è stato ospite di RaiNews24 per presentare alcune analisi contenute nel nuovo rapporto Camere Aperte 2013.

feb 052013

Oggi alle 11.00 alla sala Nassirya del Senato della Repubblica presentiamo il rapporto “Camere Aperte 2013“, la terza edizione della pubblicazione dedichiamo al Parlamento Italiano, per monitorare e valutare l’attività di Deputati e Senatori attraverso lo studio di dati e statistiche.

Al centro del rapporto c’è l’analisi della Legislatura appena conclusa per individuare protagonisti, trend, temi-chiave e l’imprescindibile valutazione sui due Governi che l’hanno guidata, Berlusconi prima e Monti dopo.

Entrambi si inseriscono in un percorso politico-istituzionale che, negli ultimi vent’anni, ha visto crescere sempre più il peso degli Esecutivi e l’importanza del loro ruolo rispetto i poteri e le funzioni del Parlamento. A tal punto che è lecito domandarsi se quella italiana sia ancora un Repubblica parlamentare.

Una tendenza che è diventata sempre più marcata con Berlusconi fino ad imporsi definitivamente con Monti, che lanciando l’appello “a far presto” ha chiesto ed ottenuto margini di manovra immensi, impensabili per i suoi predecessori.

La misura di tutto questo viene resa immediatamente dai dati sul procedimento legislativo, ovvero sulle leggi fatte. Delle 387 leggi approvate ben 297 sono di origine governativa (e con un iter di 130 giorni) e solo 90 quelle parlamentari (il cui iter però ha richiesto più di 600 giorni).

Il Governo Monti ha poi utilizzato in maniera sistematica lo strumento del voto di fiducia, percentualmente triplicandone la frequenza rispetto l’Esecutivo Berlusconi.

Ad un parlamento defraudato del suo potere legislativo non è stata neppure riconosciuta la sua funzione di controllo sull’operato del Governo. Interrogazioni e interpellanze di deputati e senatori sono state per lo più ignorate, se il Governo Berlusconi ha risposto poco (39%) il Governo Monti ha fatto decisamente peggio (29%).

Confrontare Berlusconi e Monti vuol dire anche rifarsi alle loro agende politiche e alle priorità che hanno dato ai lavori parlamentari.
Se la cifra riassuntiva può essere “Giustizia” per il primo e “Imprese” per il secondo, possiamo inoltre individuare alcuni argomenti su cui si è registrata in particolare la maggior differenza di interesse fra i due. Mentre Berlusconi ha un saldo positivo su “testamento biologico“, “istruzione” e “immigrazione“, Monti ha invece preferito altri temi, come “rifiuti“, “casa” e “pensioni“.

In questa cornice politico-istituzionale hanno agito poi i quasi 1.000 parlamentari, fra deputati e senatori, che gli italiani hanno eletto a rappresentarli.
Gli indici elaborati da Openpolis per misurare rilevanza, presenze e produttività non solo possono contribuire a rendicontare in maniera corretta la loro attività, facendo emergere i protagonisti positivi e negativi, ma con l’approssimarsi delle prossime elezioni politiche possono essere d’aiuto ai cittadini nella scelta del voto: confermare chi ha lavorato bene e sostituire chi non l’ha fatto.

 

Il rapporto Camere aperte 2013 (file Pdf, 1,6 Mb)

Oggi alle 14 negli uffici della Regione Emilia-Romagna a Roma, viene presentata Open ricostruzione, la piattaforma che consente di tenere traccia di tutte le donazioni e di monitorare i relativi progetti di ricostruzione a seguito del sisma dello scorso anno. Open ricostruzione è uno strumento di informazione a disposizione degli amministratori e dei cittadini per favorire una ricostruzione partecipata e trasparente. Finalmente, dopo un evento disastroso e drammatico che ha riguardato l’intera nazione, viene fatta la scelta di gestire in maniera trasparente la ricostruzione, dando conto dei flussi finanziari e delle loro destinazioni e rendendo partecipi i cittadini, i comuni e le imprese, molti dei quali hanno voluto contribuire con  le loro donazioni.

Openpolis ha contribuito a questa iniziativa portando la sua esperienza su progetti di trasparenza e accesso ai dati e realizzando il sito assieme alle altre realtà che hanno contribuito, ognuna per la propria parte: Protezione Civica, Wikitalia, Regione Emilia Romagna, Actionaid, Anci, Ancitel e Cisco.

-> Il sito Open ricostruzione

 

A Enrico Bondi
Commissario Straordinario per la Razionalizzazione della Spesa Pubblica
Ministero dell’Economia e delle Finanze

21 dicembre 2012

 

Caro Commissario Bondi,

Guardiamo con attenzione e fiducia il difficile lavoro che sta svolgendo nell’interesse dell’Italia e di un riequilibrio della spesa pubblica verso una maggiore qualità dei servizi prodotti e una riduzione degli sprechi.

Crediamo che per contribuire a rendere credibile l’azione di contenimento in atto – soprattutto a livello locale dove i servizi collettivi sono resi – e per creare quella giusta pressione al miglioramento, serva una maggiore consapevolezza da parte del pubblico e da parte delle amministrazioni di quanto si spende e per cosa. In un processo di risanamento, la trasparenza nei confronti degli stakeholders è un elemento imprescindibile e, della macchina delle amministrazioni pubbliche, gli stakeholders siamo tutti noi.

Le disposizioni sulla razionalizzazione e riduzioni della spesa degli enti territoriali, prodotte nell’ambito del suo mandato di Commissario, si sono avvalse di analisi minuziose sui dati di cassa SIOPE dell’anno 2011, per individuare ente per ente lo scostamento più o meno marcato da una mediana di spesa per categoria merceologica (contratti di servizio per trasporto, cancelleria e materiale informatico e tecnico, ecc.), rapportato alla popolazione residente e al numero di addetti. Questi valori costituiscono dunque un punto di riferimento, un benchmark, naturalmente semplicistico e non privo di errori di misurazione, ma non per questo poco utile per consentire agli enti (e ai loro cittadini) di interrogarsi e individuare eccessi di spesa o potenziali risparmi che potrebbero essere ottenuti.

Tuttavia, affinché enti e cittadini possano effettivamente interrogarsi e possa innescarsi un circuito virtuoso, il valore dei benchmark individuati e il valore effettivo delle risorse spese da ogni singolo ente dovrebbe essere noto e periodicamente comunicato a tutti. Non tenuto nel cassetto della sua scrivania.

È una questione di trasparenza, che massima deve essere in questo processo, perché la carenza informativa produce arretratezza nel nostro paese, produce sfiducia nelle istituzioni, produce disinteresse per la gestione della cosa pubblica e nell’opacità fioriscono gli sprechi e le malversazioni. Senza la trasparenza e l’ampia accessibilità ai dati vengono a mancare, come oggi ancora mancano, alcune condizioni necessarie per “fare Stato”.

Le iniziative messe in campo, inclusa l’idea della fatturazione elettronica, vanno nella giusta direzione, ma con pochi ulteriori passi si potrebbe avere qualcosa di più:

  1. avere conti per cassa in tempo reale consolidati ad ogni livello dell’Amministrazione, basati su ciascuna delle singole transazioni elementari e su ogni centro pubblico di spesa, dalla più piccola azienda municipalizzata sino al Quirinale;
  2. dentro questi conti, avere una scheda contabile per ogni investimento, anche il più piccolo,  che dica quanto si è speso sino a quel momento, e chi ha preso i soldi, utilizzando codici di tracciabilità interoperabili per altro già esistono come il CUP e il CIG;
  3. sempre dentro questi conti, avere una contabilità “acquisti” in tempo reale per ogni singolo acquisto, con un codice univoco per ogni ordine emesso, con un corredo informativo su cosa si compra, da quale fornitore, a quale prezzo unitario, quale quantità si è comprata, se la merce è arrivata, e se la fattura del fornitore è stata pagata e quando;
  4. avere una contabilità in tempo reale di quanto lo Stato paga ai dipendenti ed ai consulenti (sembra incredibile, ma a livello di singolo dipendente oggi non c’è un database unico di tutti i dipendenti pubblici, siamo alle autodichiarazioni, non collegate in tempo reale con la contabilità).

Tutto ciò sarebbe già oggi possibile – con qualche software di contorno, maggiore accessibilità dei dati anche grezzi da parte di tutti, un meccanismo periodico di pubblicazione in rete dei dati ente per ente, che incentivi chi è più in basso nella graduatoria a migliorare. Infatti, i punti a) e b) ci sono già (Siope, Banca d’Italia/RGS via le banche tesoriere). Per i punti c) e d), basterebbe dare indicazioni semplici in merito e avviare un processo di pubblicazione in rete dei dati rendendoli leggibili secondo i principi “opendata”.

Consentirebbe un controllo sociale penetrante e diffuso e incoraggerebbe, inoltre, una mobilitazione dell’apparato analitico del Paese (dalle Università ai Centri studi) nel produrre studi specifici di fact finding. Attraverso un dibattito pubblico informato e democratico, ciò metterebbe sotto agli occhi di tutti lo stato delle cose, aiutando il processo di riequilibrio centrale e locale. D’altra parte, sembrerebbe proprio questo l’auspicio del Legislatore (troppo spesso deluso poi nell’attuazione) nel decreto sviluppo che prevede un articolo 18 denominato amministrazione aperta e nella Legge anti-corruzione, che prevede all’articolo 1 c. 15 disposizioni sulla trasparenza amministrativa. Con “l’apertura” dei dati di SIOPE si potrebbe, a un costo minimo per la collettività attuare queste disposizioni in un solo colpo, in poco tempo e per tutti. Senza oneri aggiuntivi per le singole amministrazioni e con una semplificazione immediata degli innumerevoli adempimenti burocratici.

Noi le scriviamo per incoraggiarla a procedere senza indugi a mettere dati di dettaglio in rete, periodicamente aggiornati anche in tempo rete reale, insomma, a fare un “Open-SIOPE”. Gli ostacoli non sono tecnologici e non sono normativi, e la nostra Pubblica Amministrazione ne ha urgentemente bisogno.

Con i nostri migliori auguri di buone feste.

Luca Meldolesi Vittorio Alvino
Presidente Associazione Effeddì Presidente
Rete del federalismo democratico Associazione Openpolis