Alla cortese attenzione della Presidente Onorevole Laura Boldrini
e per conoscenza ai Membri dell’Ufficio di Presidenza
e della Giunta per il Regolamento della Camera dei Deputati

Roma, 16 maggio 2013

del suo discorso di insediamento ci ha colpito in particolare l’accento sulla trasparenza: “Facciamo di questa Camera la casa della buona politica. Rendiamo il Parlamento e il nostro lavoro trasparenti”. Nel suo incitamento appassionato ci riconosciamo molto perché la missione della nostra Associazione è quella di aprire la politica e le istituzioni attraverso la partecipazione dei cittadini, come passaggio che riteniamo indispensabile per poter deviare dalla spirale patologica che affligge la nostra democrazia. Siamo convinti che la trasparenza e l’accesso alle informazioni pubbliche rilevanti siano il presupposto perché questo passaggio possa avviarsi, creando le condizioni per ristabilire relazioni tra governanti e governati, tra eletti ed elettori, che siano basate sul rispetto della dignità, dell’intelligenza e del diritto di sapere di ogni cittadino.

L’Associazione Openpolis crea strumenti per facilitare l’accesso della cittadinanza ai dati pubblici e la loro più ampia diffusione. La piattaforma web Openparlamento.it, in particolare, usa i dati di Camera e Senato per ridurre il più possibile la fatica che le persone non addette ai lavori devono affrontare per comprendere e seguire l’attività dei rappresentanti in Parlamento.
Il nostro lavoro si scontra però contro il limite grave costituito dalla oggettiva opacità dei lavori delle Commissioni parlamentari. Non essendo pubblici i dati essenziali che riguardano la presenza e soprattutto il voto dei Parlamentari nelle Commissioni, viene a mancare la possibilità di stabilire relazioni di responsabilità e di fiducia tra elettori ed eletti, proprio per la parte spesso determinante del processo di formazione delle leggi.

Per colmare questo vuoto, nella passata legislatura abbiamo cominciato a lavorare ad un progetto di riforma dei regolamenti che affermi il principio della piena pubblicità dei lavori di tutti gli organi parlamentari – commissioni, giunte e comitati oltreché dell’Assemblea. Al progetto hanno collaborato Parlamentari di vari gruppi, sia di maggioranza che di opposizione, nella prospettiva di una riforma che evidentemente non persegue finalità di parte. Ma non siamo riusciti a raggiungere l’attenzione e i consensi necessari. Tuttavia nella campagna elettorale l’impegno per la trasparenza è stato presente nei programmi di tutti i partiti, e, pur con diverse sfumature, è stata una delle priorità per cui è stato chiesto il voto degli elettori. La necessità e l’urgenza di concrete riforme per la trasparenza della politica e delle istituzioni sono condivise dagli organi di informazione e dall’opinione pubblica di ogni orientamento politico e culturale.

Infine le sue parole al momento dell’insediamento, unite a quelle del Presidente del Senato “per fare del “Parlamento una casa di vetro” ”, ci hanno convinto a lanciare la nostra campagna per utilizzare questa dichiarata convergenza di intenti per avviare una riforma la cui realizzazione dipende solo dalla reale volontà della maggioranza dei Deputati e dei Senatori.

Con l’avvio della campagna “Parlamento Casa di Vetro” stiamo raccogliendo le adesioni dei Parlamentari (al momento 101 Deputati e 27 Senatori, elencati sul sito parlamentocasadivetro.openpolis.it) su una proposta che si basi su questi punti:
- pubblicità dei lavori di tutti gli organi parlamentari (con le eccezioni previste dai Regolamenti per la trattazione di materie particolari)
- introduzione del sistema di voto elettronico nelle Commissioni (e ove è il caso nelle Giunte, Comitati), come già avviene per l’Assemblea
- pubblicazione dell’esito delle votazioni nelle Commissioni (Giunte e Comitati)
- registrazione e pubblicazione delle presenze sia in Aula che in Commissione (Giunte, Comitati) anche ai fini del calcolo della diaria riconosciuta ai Parlamentari
- possibilità di pubblicità integrale con resoconto stenografico e diretta video su richiesta di un numero minimo di componenti della Commissione.

L’obiettivo è associare la trasparenza alla valorizzazione del lavoro politico e del ruolo istituzionale che i Parlamentari sono chiamati a svolgere all’interno delle Commissioni.
Intendiamo coinvolgere Parlamentari di ogni gruppo per la stesura e la condivisione di un testo di riforma del Regolamento che possa raccogliere il consenso del maggior numero possibile di Deputati. Per facilitare questo percorso e nella speranza di poter collaborare alla realizzazione in tempi brevi di una riforma i cui obiettivi sono condivisi da tutti, le chiediamo pertanto la disponibilità per un incontro di approfondimento.

Grazie per l’attenzione.

Cordialmente,
Vittorio Alvino
Presidente
Associazione Openpolis

Raccomandata inviata il 17 aprile 2013

Alla cortese attenzione del Presidente Sen. Pietro Grasso
e per conoscenza ai Membri del Consiglio di Presidenza
e della Giunta per il Regolamento del Senato della Repubblica

Roma, 16 maggio 2013

Gentile Presidente,
del suo discorso di insediamento ci ha colpito in particolare l’accento sulla trasparenza: “Sogno che quest’aula diventi una casa di vetro e che questa scelta possa contagiare tutte quante le altre istituzioni”.
Il suo sogno è anche il nostro perché la missione della nostra Associazione è aprire la politica e le istituzioni attraverso la partecipazione dei cittadini, come passaggio che riteniamo indispensabile per poter deviare dalla spirale patologica che affligge la nostra democrazia. Siamo convinti che la trasparenza e l’accesso alle informazioni pubbliche rilevanti siano il presupposto perché questo passaggio possa avviarsi, creando le condizioni per ristabilire relazioni tra governanti e governati, tra eletti ed elettori, che siano basate sul rispetto della dignità, dell’intelligenza e del diritto di sapere di ogni cittadino.

L’Associazione Openpolis crea strumenti per facilitare l’accesso della cittadinanza ai dati pubblici e la loro più ampia diffusione. La piattaforma web Openparlamento.it, in particolare, usa i dati di Camera e Senato per ridurre il più possibile la fatica che le persone non addette ai lavori devono affrontare per comprendere e seguire l’attività dei rappresentanti in Parlamento.
Il nostro lavoro si scontra però contro il limite grave costituito dalla oggettiva opacità dei lavori delle Commissioni parlamentari. Non essendo pubblici i dati essenziali che riguardano la presenza e soprattutto il voto dei Parlamentari nelle Commissioni, viene a mancare la possibilità di stabilire relazioni di responsabilità e di fiducia tra elettori ed eletti, proprio per la parte spesso determinante del processo di formazione delle leggi.

Per colmare questo vuoto, nella passata legislatura abbiamo cominciato a lavorare ad un progetto di riforma dei regolamenti che affermi il principio della piena pubblicità dei lavori di tutti gli organi parlamentari – commissioni, giunte e comitati oltreché dell’Assemblea. Al progetto hanno collaborato Parlamentari di vari gruppi, sia di maggioranza che di opposizione, nella prospettiva di una riforma che evidentemente non persegue finalità di parte. Ma non siamo riusciti a raggiungere l’attenzione e i consensi necessari. Tuttavia nella campagna elettorale l’impegno per la trasparenza è stato presente nei programmi di tutti i partiti, e, pur con diverse sfumature, è stata una delle priorità per cui è stato chiesto il voto degli elettori. La necessità e l’urgenza di concrete riforme per la trasparenza della politica e delle istituzioni sono condivise dagli organi di informazione e dall’opinione pubblica di ogni orientamento politico e culturale.

Infine le sue parole al momento dell’insediamento, unite a quelle del Presidente della Camera per fare “di questa Camera la casa della buona politica. Rendiamo il Parlamento e il nostro lavoro trasparenti”, ci hanno convinto a lanciare la nostra campagna per utilizzare questa dichiarata convergenza di intenti per avviare una riforma la cui realizzazione dipende solo dalla reale volontà della maggioranza dei Deputati e dei Senatori.

Con l’avvio della campagna “Parlamento Casa di Vetro” stiamo raccogliendo le adesioni dei Parlamentari (al momento 101 Deputati e 27 Senatori, elencati sul sito parlamentocasadivetro.openpolis.it) su una proposta che si basi su questi punti:
- pubblicità dei lavori di tutti gli organi parlamentari (con le eccezioni previste dai Regolamenti per la trattazione di materie particolari)
- introduzione del sistema di voto elettronico nelle Commissioni (e ove è il caso nelle Giunte, Comitati), come già avviene per l’Assemblea
- pubblicazione dell’esito delle votazioni nelle Commissioni (Giunte e Comitati)
- registrazione e pubblicazione delle presenze sia in Aula che in Commissione (Giunte, Comitati) anche ai fini del calcolo della diaria riconosciuta ai Parlamentari
- possibilità di pubblicità integrale con resoconto stenografico e diretta video su richiesta di un numero minimo di componenti della Commissione.

L’obiettivo è associare la trasparenza alla valorizzazione del lavoro politico e del ruolo istituzionale che i Parlamentari sono chiamati a svolgere all’interno delle Commissioni.
Intendiamo coinvolgere Parlamentari di ogni gruppo per la stesura e la condivisione di un testo di riforma del Regolamento che possa raccogliere il consenso del maggior numero possibile di Senatori. Per facilitare questo percorso e nella speranza di poter collaborare alla realizzazione in tempi brevi di una riforma i cui obiettivi sono condivisi da tutti, le chiediamo pertanto la disponibilità per un incontro di approfondimento.

Grazie per l’attenzione.

Cordialmente,
Vittorio Alvino
Presidente
Associazione Openpolis

Raccomandata inviata il 17 aprile 2013

La vera politica ha bisogno di discrezione. Se si tratta di tattica e delle schermaglie preliminari, vanno bene i salotti in tv, le dichiarazioni ai giornali e per i più aggiornati addirittura twitter. Ma quando bisogna decidere e quindi occorre trattare, fare scambi e trovare accordi, quando insomma si fa sul serio, allora acqua in bocca! Riserbo, cautela, prudenza e segretezza, in ossequio alle esigenze degli arcana impèrii.

Poi sì, è vero, i segreti sono da noi spesso quelli di Puncinella e i giornalisti campano sulle soffiate e le indiscrezioni che trapelano da dietro le quinte. Ma questo non fa che confermare l’assioma di fondo: il potere con le sue ragioni, i suoi equilibri e i suoi conflitti non può essere pubblico. Anche i migliori intenzionati in fatto di trasparenza e partecipazione e bla bla bla… tutti in fondo, assennatamente, concordano sul fatto che le decisioni vanno prese in pochi. Ma soprattutto in segreto, davanti una crostata, in un camper, nel privé di un locale del centro o a casa di un giornalista fidato.

Perché, sì va bene, il popolo è sovrano e va a votare, ma la gente, si sa, non può capire. E’ faziosa, idealista e dogmatica con quell’attaccamento ottuso ai programmi e agli impegni. Come si fa a fargli capire la complessità di una mediazione, a giustificare e rendere accettabile l’inevitabile do ut des che si accompagna ad ogni buona intesa? Quindi è per un fatto di responsabilità che i patti che stanno dietro le decisioni debbono restare segreti. Altrimenti nessun patto sarebbe più possibile, sarebbe la fine della politica. Così funziona il potere. Nei partiti, nelle istituzioni, in azienda, nei sindacati… Le ragioni che sottendono la gestione di risorse, interessi e posizioni di comando sono inconfessabili. Ma c’è il fatto, a tutti evidente, che così non funziona più.

C’è chi, invece, continua ad essere convinto che la che la politica abbia bisogno di trasparenza non solo perché è un principio buono ma anche utile. Perché se tutti sanno chi, come e perché intenda assumere una decisione, raggiungere un compromesso o stringere un patto, se tutti gli interessati hanno gli elementi per farsi un’idea, allora questo in realtà faciliterebbe il raggiungimento degli obiettivi. Tutto sarebbe meno tortuoso contradditorio oscuro e meno esposto a sconfessioni continue. Quando tutto è più chiaro per ciascuno sarà più difficile sottrarsi alle proprie responsabilità. Soprattutto quando il processo è interamente pubblico, le decisioni, i compromessi e i patti che ne sono il frutto, saranno più solidi e affidabili perché avranno maggiore legittimità.

Ma questa è teoria e allora vi proponiamo di sperimentare insieme il metodo della trasparenza fatta per davvero e applicarlo ad un caso concreto per vedere cosa succede.
Openpolis sta conducendo la campagna “Parlamento casa di Vetro” il cui obiettivo è quello di cambiare i regolamenti parlamentari per ottenere la piena pubblicità delle decisioni dei nostri rappresentanti nelle Commissioni della Camera e del Senato. Perciò quale migliore occasione?
Per raggiungere questo obiettivo occorre convincere la maggioranza assoluta dei Deputati e dei Senatori a votare la riforma. Cosa non proprio facile. Bisogna riuscire a sensibilizzare, fare incontri, raggiungere un testo comune, mettere insieme interessi, persuadere, convincere…
Bene, questo percorso è appena cominciato e vogliamo farne un resoconto pubblico puntuale. Raccontare di chi assume degli impegni (vedi Deputati, Senatori), degli incontri che riusciremo ad ottenere, dei loro risultati e dei passi successivi.

Dichiariamo a tutti i nostri interlocutori che il metodo seguito sarà parte integrante dell’obiettivo che intendiamo raggiungere, perché per raggiungerlo occorre la presenza e la spinta di cittadini, di opinione pubblica, organi di informazione ed elettori che chiedano conto ai rappresentanti degli impegni che si sono assunti. Per farcela abbiamo bisogno che “la gente” emotivamente e pragmaticamente comprenda e partecipi. Altrimenti non accadrà nulla. Ecco perché crediamo che la trasparenza possa funzionare. Un’attività di lobbying trasparente, condivisa, comunitaria in cui obiettivi, interlocutori, ragioni e interessi in gioco siano pubblici, dicharati e a tutti comprensibili, un Open lobbying.
Che dite ci proviamo? Potrebbe essere anche divertente…

Prosegue la campagna per la riforma dei Regolamenti Parlamentari in modo da ottenere un’effettiva trasparenza dei lavori, delle presenze e dei voti delle Commissioni Parlamentari.

Abbiamo contattato tutti i Deputati e i Senatori e in molti hanno aderito. Ma non è ancora sufficiente perché occorre raggiungere la maggioranza assoluta dei componenti sia della Camera (316 su 630) che del Senato (159 su 318).

Chiediamo quindi l’aiuto di quanti (cittadini, associazioni, politici), convinti che l’opacità del Potere sia uno dei mali del nostro Paese, vogliono ora impegnarsi per un primo cambiamento che può avvenire immediatamente e senza costi.

E’ on-line il mini-sito della campagna (parlamentocasadivetro.openpolis.it) che permette di contattare, attraverso le loro mail istituzionali e i loro account twitter, i Parlamentari che ancora non hanno aderito per chiedere loro di farlo.

Spingiamo Deputati e Senatori ad impegnarsi concretamente per la trasparenza, chiediamo loro di aderire a #ParlamentoCasadiVetro.

PARTECIPA ANCHE TU ALLA CAMPAGNA

Abbiamo pubblicato il mini-dossier sugli eletti del nuovo Parlamento, con un approfondimento sui risultati di Voi siete qui, edizione Politiche 2013.

Tre poli contrapposti, tanti temi comuni. I Deputati e i Senatori della XVII Legislatura.

Quando il 15 Marzo 2013 i due rami del Parlamento hanno avviato i lavori dellanuova Legislatura, il primo riscontro è stato che nelle Aule di Montecitorio e Palazzo Madama i protagonisti erano cambiati. Fra le fila di Deputati e Senatori c’è stato un evidente rinnovamento.

Il 64% dei Parlamentari non ha preso parte alla Legislatura precedente e il 39% è al suo primo incarico pubblico. Gli stessi Presidenti della Camera dei Deputi e del Senato della Repubblica sono alla prima esperienza come rappresentanti dei cittadini. Altri elementi di novità sono l’abbassamento dell’età media dei Parlamentari e il forte aumento della presenza femminile, nella storia Repubblicana mai erano state elette così tante donne alla Camera (31,3%) e al Senato (28,6%).

A tale composizione del Parlamento i partiti hanno contributo in modo diverso. Ad esempio risaltano, il ruolo innovatore del M5S, la scelta conservativa del Pdl o la totale mancanza di donne fra i Deputati della Lega. Diverse sono le similitudini con un altro periodo della storia politica del Paese, la XII Legislatura che nel 1994 segnò l’inizio della “Seconda Repubblica”. Infatti, non sono cambiati solo molti volti della politica italiana ma anche e soprattutto gli equilibri e i rapporti di forza. Se negli ultimi 20 anni si sono fronteggiati due schieramenti all’interno del bipolarismo fra centro-sinistra e centro-destra, che per alcuni anni sembrava volgere verso un bipartitismo fra Pd e Pdl, l’affermazione del M5S ha ora imposto un sistema politico a Tre Poli.

L’attuale Legislatura, limitata dalla mancanza di una riforma elettorale, probabilmente sarà insufficente per un passaggio completo ad una “Terza Repubblica” ma il percorso sembra avviato. Nell’attuale fase di incertezza parlamentare occorre comunque che i partiti rispondano alle esigenze del Paese, verificando innanzitutto possibili convergenze sui provvedimenti la cui urgenza è maggiore. Confrontando le posizioni che i partiti hanno dichiarato in campagna elettorale per partecipare a Voi siete qui con la consistenza degli attuali gruppi parlamentari ci si rende conto come la strada del dialogo, se intrapresa, può portare a risultati concreti. Infatti, affrontando singolarmente i 25 temi chiave individuati su ben 21 ci sarebbe una maggioranza assoluta sia alla Camera che al Senato. Mentre, solo su 4 la posizione predominante risulterebbe differente fra i due rami del Parlamento. Può essere anche questa una base di interlocuzione fra le forze politiche per evitare una fase di inerzia e stallo istituzionale.

Scarica il mini-dossier

Abbiamo lanciato una campagna rivolta a Deputati e Senatori per ottenere la trasparenza della Commissioni Parlamentari. Occorre riformare i regolamenti di Camera e Senato (qui la nostra proposta) affinchè i cittadini siano finalmente informati su presenze, lavori e votazioni nelle Commissioni.

Il cuore dell’attività legislativa del Parlamento è opaco e ciò non può che incrinare il rapporto di fiducia tra rappresentanti e rappresentati. Porvi rimedio è un atto dovuto, da realizzare il prima possibile in questa Legislatura.

A seguire l’elenco dei Parlamentari che stanno aderendo (ultimo aggiornamento 20/05/2013):

Camera
Luisa Gnecchi (Pd)
Donatella Ferranti (Pd)
Gero Grassi (Pd)
Diego Zardini (Pd)
Roberto Rampi (Pd)
Giuseppe Berretta (Pd)
Giovanni Legnini (Pd)
Massimo Palmizio (Pdl)
Walter Verini (Pd)
Luisa Bossa (Pd)
Tino Iannuzzi (Pd)
Gianni Melilla (Sel)
Giulia Grillo (M5S)
Stefano Quintarelli (Scelta Civica)
Federica Mogherini (Pd)
Sandro Gozi (Pd)
Paolo Coppola (Pd)
Vanna Iori (Pd)
Ivan Scalfarotto (Pd)
Andrea Romano (Scelta Civica)
Giorgio Zanin (Pd)
Roberto Giachetti (Pd)
Giacomo Stucchi (Lega)
Lorenzo Basso (Pd)
Vito Petrocelli (M5S)
Matteo Biffoni (Pd)
Alessandro Bratti (Pd)
Sergio Boccadutri (Sel)
Caterina Bini (Pd)
Marco Baldassarre (M5S)
Michele Bordo (Pd)
Ilaria Capua (Scelta Civica)
Titti Di Salvo (Sel)
Enzo Lattuca (Pd)
Vinicio Peluffo (Pd)
Alberto Losacco (Pd)
Ermete Realacci (Pd)
Antonio Misiani (Pd)
Fabio Lavagno (Sel)
Silvia Fregolent (Pd)
Ettore Rosato (Pd)
Rosanna Scopelliti (Pdl)
Nicola Molteni (Lega)
Silvia Velo (Pd)
Miriam Cominelli (Pd)
Pierpaolo Vargiu (Scelta Civica)
Andrea Martella (Pd)
Liliana Ventricelli (Pd)
Dario Nardella (Pd)
Arturo Scotto (Sel)
Luca Frusone (M5S)
Pina Picierno (Pd)
Marco Meloni (Pd)
Roberta Lombardi (M5S)
Marina Sereni (Pd)
Raffaello Vignali (Pdl)
Erasmo Palazzotto (Sel)
Enrico Zanetti (Scelta Civica)
Carlo Sibilia (M5S)
Daniela Gasparini (Pd)
Laura Garavini (Pd)
Sandra Zampa (Pd)
Veronica Tentori (Pd)
Marco Donati (Pd)
Dalila Nesci (M5S)
Caterina Pes (Pd)
David Ermini (Pd)
Alessio Tacconi (Pd)
Claudio Cominardi (M5S)
Gluglielmo Picchi (Pdl)
Anna Ascani (Pd)
Massimo De Rosa (M5S)
Laura Coccia (Pd)
Mirella Liuzzi (M5S)
Paolo Bernini (M5S)
Francesco Laforgia (Pd)
Francesco D’Uva (M5S)
Angelo Tofalo (M5S)
Enza Bruno Bossio (Pd)
Michele Piras (Sel)
Elisa Mariano (Pd)
Giovanni Paglia (Sel)
Emanuele Lodolini (Pd)
Luigi Bobba (Pd)
Raffaella Mariani (Pd)
Pier Paolo Baretta (Pd)
Giovanna Martelli (Pd)
Mara Mucci (M5S)
Mario Marazziti (Scelta Civica)
Eleonora Cimbro (Pd)
Patrizia Terzoni (M5S)
Umberto Marroni (Pd)
Chiara Gagnarli (M5S)
Paolo Romano (M5S)
Colomba Mongiello (Pd)
Luca Sani (Pd)
Alessia Morani (Pd)
Antonio Decaro (Pd)
Vincenzo Garofalo (Pdl)
Marisa Nicchi (Sel)
Khalid Chaouki (Pd)
Massimo Bray (Pd)
Ivan Catalano (M5S)
Alessandro Di Battista (M5S)
Valeria Valente (Pd)

 

Senato
Pietro Ichino (Scelta Civica)
Francesco Molinari (M5S)
Maurizio Buccarella (M5S)
Elisa Bulgarelli (M5S)
Gianluca Castaldi (M5S)
Stefano Esposito (Pd)
Salvatore Margiotta (Pd)
Sergio Lo Giudice (Pd)
Francesco Campanella (M5S)
Patrizia Manassero (Pd)
Salvatore Tomaselli (Pd)
Marco Scibona (M5S)
Andrea Olivero (Scelta Civica)
Stefania Pezzopane (Pd)
Stefano Esposito (Pd)
Michela Montevecchi (M5S)
Roberta Pinotti (Pd)
Stefano Vaccari (Pd)
Donella Mattesini (Pd)
Augusto Minzolini (Pdl)
Antonio De Poli (Scelta Civica)
Stefano Candiani (Lega)
Salvatore Torrisi (Pdl)
Marco Filippi (Pd)
Nicoletta Favero (Pd)

Il nostro Vincenzo Smaldore è stato ospite di RaiNews24 per presentare alcune analisi contenute nel nuovo rapporto Camere Aperte 2013.

Il 15 settembre presentiamo la nostra esperienza alla World e-Parliament Conference. Aline Pennisi, vice presidente di Openpolis, interverrà nell’ambito del panel sulla Dichiarazione sull’apertura parlamentare a cui abbiamo partecipato con l’esperienza di Open parlamento.

La Dichiarazione sull’apertura parlamentare viene lanciata nei giorni della conferenza e riguarda 44 richieste puntuali e realizzabili per rendere davvero pubblico e sempre più accessibile ai cittadini ciò che succede in parlamento. Ci abbiamo lavorato assieme alle altre PMO (Parliamentary Monitoring Organizations) impegnate in diverse forme di monitoraggio parlamentare.

La World e-Parliament Conference è un forum biennale che analizza quanto la tecnologia può influire sull’apertura, la trasparenza, la credibilità, la rappresentanza del complesso mondo parlamentare.
L’evento, che si svolge dal 13 al 15 settembre 2012 presso la Camera dei Deputati, a Roma, unisce i risultati  degli eventi precedenti (Genova 2007, Brussels 2008, Washington DC 2009 e Johannesburg 2010), per concludersi durante la Giornata mondiale della democrazia 2012.

Un estratto della dichiarazione, in italiano. (file PDF, 68 KB)

La nostra opinione sul progetto di riforma del Parlamento e della forma di Governo attualmente in discussione al Senato.

ASCOLTA CATERPILLAR del 21/06/2012

Finalmente on-line le dichiarazioni patrimoniali dei ministri e di (alcuni) sottosegretari. Apprezzabile l’iniziativa voluta da Monti, anche se troppi aspetti sembrano lasciati al caso: non tutti hanno rispettato i termini, le informazioni non sempre sono poste in evidenza sui siti istituzionali, sono pubblicate attraverso pdf e non in formato aperto, e sopratutto sono state raccolte attraverso modelli diversi, pertanto in alcuni casi mancano dati fondamentali.

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