3 voti di fiducia in 2 giorni, il governo Gentiloni sale a quota 17

Con la pausa estiva che si avvicina, l’esecutivo di Gentiloni ha utilizzato la fiducia per velocizzare l’approvazione di 3 decreti in scadenza: mezzogiorno, vaccini e banche venete. Con i 10 di Letta, 66 di Renzi e 17 di Gentiloni la fiducia è stata posta 93 volte da inizio legislatura.

Nella settimana del caldo dibattito sul ddl Richetti, il governo Gentiloni ha messo l’acceleratore su 3 dei 4 decreti legge attualmente in discussione, ponendo prima la fiducia al senato sul decreto mezzogiorno, e successivamente su quello banche venete (sempre al senato) e vaccini (alla camera).

Sono ora 17 le occasioni in cui l’esecutivo Gentiloni ha utilizzato la fiducia per velocizzare il dibattito parlamentare: 10 volte a Palazzo Madama (dove la maggioranza è notoriamente più ballerina) e 7 volte a Montecitorio. Da quando si è insediato il 12 dicembre 2016, il governo ha utilizzato questo strumento 2,43 volte al mese, seconda media più alta fra gli ultimi 5 governi, battuta solamente da quella del governo Monti (3 al mese).

Altro elemento da considerare mette in relazione quanto detto fino a ora con il numero di leggi approvate. Per quanti testi usciti dalla camera e dal senato durante il governo Gentiloni è stato necessario utilizzare il voto di fiducia? Considerando le 37 leggi votate e pubblicate in gazzetta ufficiale, il rapporto testi approvati-voti di fiducia è al 45,95%. Con la tripletta di questa settimana, la squadra di Gentiloni è riuscita a superare quanto fatto dal governo Monti, la cui percentuale è ferma al 45,13%.

In totale nella XVII legislatura è stata posta la fiducia su disegni di legge in discussione 93 volte : 10 sotto il governo Letta, 66 con il governo Renzi e 17 con quello Gentiloni. Nella scorsa legislatura, i due esecutivi ne avevano totalizzate 96: 45 nel governo Berlusconi e 51 in quello Monti.


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