Messa da parte la legge elettorale riparte il parlamento

Fra decreti in scadenza, e provvedimenti già approvati in un ramo, prima della pausa estiva sono molte le proposte che possono diventare legge. Con la discussione sulla riforma elettorale ormai naufragata, riparte l’attività legislativa dell’aula.

A inizio mese, con l’accendersi del dibattito sulla nuova legge elettorale, avevamo analizzato i 92 testi che rischiavano di andare persi con la fine anticipata della legislatura. Ma con la rottura del patto a 4 fra Pd, Forza Italia, Movimento 5 stelle e Lega, sembra che la xvii legislatura arriverà alla sua fine naturale, prevista per la prima metà del 2018. In pochi giorni è ripartita la produzione legislativa, aiutata anche da due voti di fiducia che hanno velocizzato la discussione e l’approvazione della manovra correttiva e della riforma del codice penale. Ma la carne sul fuoco prima della pausa estiva è ancora tanta.

Partiamo dai 3 decreti legge in discussione. Due hanno una scadenza molto ravvicinata (decreto g7 e decreto Alitalia) ma sono stati assorbiti dalla manovra correttiva e andranno quindi in scadenza. Il terzo è ancora pendente (decreto vaccini), è stato presentato di recente, ma è già in discussione in commissione al senato, e verrà convertito in legge prima della pausa estiva.

Dei circa 90 testi che stanno a metà dell’opera (già approvati in uno dei due rami) quelli ora fermi alla camera meritano un’attenzione particolare.  A Montecitorio infatti la maggioranza gode di numeri più solidi e con più facilità può spingere, in presenza di una volontà politica, per l’approvazione finale. Escludendo le tante ratifiche dei trattati internazionali, che sicuramente andranno in porto, alcuni testi hanno particolare valore politico. Rientra in questa categoria il Ddl concorrenza, presentato ad aprile del 2015 dall’ormai ex ministro Guidi che, con le modifiche al senato dopo la prima approvazione alla camera, è ora tornato a Montecitorio e potrebbe facilmente completare il suo iter.

Alcuni di questi testi che sono in attesa del voto finale della camera sono già calendarizzati per la discussione in aula a giugno, nello specifico fra i più significativi abbiamo: ddl aree protette, l’istituzione della commissione d’inchiesta sul sistema bancario e il ddl per l’introduzione del reato di tortura.

Anche il senato può contribuire a sciogliere alcuni nodi centrali, anche se come noto il governo Gentiloni qui può avere più difficoltà. Qualsiasi volontà politica infatti si scontra con dei numeri meno solidi per la maggioranza. Esempio di tutto ciò è stato l’accenno di discussione in aula sullo ius soli, già approvato alla camera, e in attesa di completare il proprio iter. Futuri test saranno la discussione sul ddl testamento biologico e sulla riforma al codice antimafia, entrambi già approvati a Montecitorio e calendarizzati per la discussione in aula nel mese di giugno.

Sembra difficile invece, a meno di accelerate improvvise, l’approvazione di alcune riforme che sono state lungamente al centro del dibattito politico, ma che in realtà non hanno mai ricevuto l’approvazione di nessuno dei due rami. Solamente per fare due esempi: ddl per l’abolizione dei vitalizi e quello per la legalizzazione della cannabis.

Per approfondire: