La riscossione dei residui attivi nei comuni

Un aspetto importante per la salute finanziaria dei comuni è l’affidabilità dei loro crediti. Più nello specifico, la corretta gestione dei residui attivi costituisce una variabile fondamentale. Attraverso un indicatore apposito di openbilanci, capiamo quanto questi vengono riscossi nelle città maggiori.

Cosa sono di preciso i residui attivi? Semplificando si possono assimilare a dei crediti che il comune vanta nei confronti di cittadini e imprese: accertati, ma non ancora riscossi nel corso di esercizi precedenti. Per fare qualche esempio, i soldi dovuti al comune per tasse, imposte, multe, tariffe dei servizi e simili.

La loro corretta gestione è importante per la salute dell’ente. A volte nei bilanci comunali vengono conteggiati anche dei crediti che saranno difficilmente esigibili, ad esempio perché molto vecchi, viziando di fatto l’attendibilità del bilancio stesso. Per prudenza, infatti, i residui attivi che si prevede di non incassare non dovrebbero essere conteggiati, o almeno conteggiati solo in parte.

Per avere qualche informazione in più su questo aspetto della finanza locale, su openbilanci.it si trova un indicatore apposito che serve proprio per calcolare l’affidabilità dei residui attivi, mettendo in relazione percentuale i residui attivi riscossi nel corso dell’anno rispetto a quelli che erano stati accertati ad inizio anno. Maggiore è la percentuale e più alta è l’affidabilità. Per rendere più stabile questa rilevazione, l’indicatore è calcolato in media dell’ultimo triennio.

Tra le città maggiori di 200mila abitanti, stando ai dati 2014, quella che ha riscosso la percentuale maggiore di residui attivi è Trieste, con poco meno del 50%. Anche Verona e Padova si collocano sopra la soglia del 40%, mentre poco sotto troviamo Genova (39,31%) e Venezia (38,95%). Nello stesso periodo, si trovavano sotto la soglia del 20% Bari (19,06%), Napoli (18,84%), Palermo (17,92%) e Catania (14,94%).

Scarica le classifiche regione per regione:

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Marche

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Toscana

Trentino Alto Adige

Umbria

Valle d’Aosta

Veneto

Per approfondire:

  • testroad

    mi sembrano abbastanza sovrastimati e parlo con cognizione di causa visto che il mio Comune risulta piazzato bene, ma in realtà non ha mai fatto recupero crediti e l’accumulo inizierà a farsi sentire sul prossimo bilancio.
    Secondo me dovreste analizzare il dato su un arco triennale.

    • openpolis

      i residui attivi possono essere sovrastimati perché possono comprendere anche entrate di difficile esigibilità, per questo l’indicatore valuta la percentuale dei riscossi sul totale (sul triennio)

  • Gianluca Manzin

    Questa fotografia della situazione dei residui attivi di bilancio, già molto negativa, è molto probabile che peggiorerà ulteriormente, nonostante gli aumenti delle multe decisi in questi giorni per coloro che non pagano il biglietto quando usano mezzi pubblici o per coloro che guidano mentre telefonano.
    Per ridurre il numero di chi non paga il dovuto, segnalo che il Comune creditore ha due possibilità:
    1. Se dopo aver usato i mezzi abituali il debitore non viene rintracciato, gli operatori possono trovarlo tramite i collegamenti attivi in Anagrafe con gli archivi anagrafici centrali. Con poca spesa la Stesei di Torino abilita a questa attività gli uffici interessati (Tributi, Polizia Municipale, ecc.).
    Vedere sezione INDAGOR di http://www.stesei.it
    2. L’ANUTEL – Associazione Nazionale Tributi Enti Locali – ha attivato INGIUNZIONE FISCALE FACILE il cui obiettivo è evidente dal nome del servizio. Vedere http://www.anutel.it/

    • openpolis

      grazie della segnalazione!