Il governo Gentiloni è già alla terza questione di fiducia

L’attuale esecutivo ha usato la fiducia per approvare il decreto milleproroghe e, sia alla camera che al senato, il salva-banche: tre volte in meno di tre mesi. Rapporto tra leggi approvate e questioni di fiducia è già al 30% per la squadra Gentiloni.

Il rapporto fiduciario fra governo e parlamento si sviluppa in quattro modi. Innanzi tutto ogni nuovo governo deve ricevere la fiducia dal parlamento, cosa che nell’attuale legislatura è avvenuta tre volte: per il governo Letta, per l’esecutivo guidato da Matteo Renzi e infine per l’attuale governo Gentiloni.

Invece tra le attività ordinarie del parlamento si possono votare fiducie su mozioni e risoluzioni o su singoli disegni di legge (è possibile consultare l’elenco delle questioni di fiducia poste alla camera e al senato). Infine si può verificare il caso della mozione di sfiducia da parte del parlamento nei confronti del governo o di singoli ministri.

Se il buongiorno si vede dal mattino, il governo Gentiloni sembra destinato a seguire le orme tracciate dagli ultimi esecutivi, con un alto numero di questioni di fiducia poste su disegni di legge in discussione in parlamento. Negli ultimi giorni sono salite a tre: due sul decreto salva-banche (una per ramo) e una sul milleproroghe.

Abbiamo tracciato l’uso di questo strumento da parte dei vari governi della scorsa legislatura e dell’attuale, mettendo in rapporto le fiducie con il numero di leggi approvate. Dal 12 dicembre scorso, giorno di insediamento del governo Gentiloni, al 16 febbraio sono state approvate 10 leggi, dunque il rapporto con le questioni di fiducia è del 30%.

Il terzo esecutivo di questa legislatura si piazza subito al secondo posto nel confronto con gli ultimi cinque esecutivi (Berlusconi IV, Monti, Letta, Renzi e Gentiloni). Un rapporto più alto è stato raggiunto solo dal governo tecnico guidato da Mario Monti, periodo in cui il dato è schizzato al 45,13%.

Osservare con attenzione questo parametro è importante. Spesso la questione di fiducia viene usata per velocizzare il dibattito in aula su determinanti provvedimenti, serrando i ranghi della maggioranza e legando quindi il destino dell’atto a quello dell’esecutivo. Un’azione che per forza di cose assicurerà, a meno di una crisi di governo, l’approvazione del provvedimento.

 

Per approfondire:

  • Roberta Damiani

    Grazie mille per questo post.
    Mi sapreste dire dove reperire i dati sull’uso della questione di fiducia nelle legislature precedenti? Ho cercato in lungo e in largo sui siti di Camera e Senato, ma non riesco proprio a trovarli.
    Vi ringrazio per l’aiuto.