Il legame tra doppi incarichi e assenteismo in parlamento

Nel nostro paese le cariche di parlamentare e membro del governo sono compatibili. Due ruoli centrali della politica italiana che richiederebbero un impegno a tempo pieno. Svolgerli in contemporanea risulta molto difficile, come confermano i dati sulle presenze in aula. 

Giusto qualche giorno fa il ministro dell’economia Padoan parlava di fronte a un’aula praticamente vuota durante il question time al senato. È solo una delle ultime occasioni in cui l’opinione pubblica si è soffermata sull’assenteismo in parlamento.

In media alla camera i deputati sono assenti al 21,68% delle votazioni elettroniche. Il gruppo con la media più alta è Forza Italia (39,98%), seguito da Fratelli d’Italia (32,31%) e il gruppo Misto (30,32%). A oggi i tre deputati con la percentuale più alta di assenze alle votazioni elettroniche sono Antonio Angelucci (Fi – 99,57%), Marco Martinelli (Fi – 90,75%) e Francantonio Genovese (Fi – 90,45%)

Al senato la media dell’aula è leggermente inferiore: 17,53%. Il gruppo con il dato medio più alto è Ala-Sc (30,49%), davanti a Forza Italia (28,59%) e Gal (28,25%). I tre senatori con la percentuale più alta di assenze alle votazioni elettroniche sono Nicolò Ghedini (Fi – 99,21%), Denis Verdini (Ala-Scclp – 89,91%) e Giulio Tremonti (Gal – 81,70%).

Strettamente connesso è il tema dei doppi incarichi. Nel nostro assetto costituzionale la carica di membro del governo (ministro, vice ministro o sottosegretario) è compatibile con quella di deputato e senatore. Il 63% degli attuali ministri, 12 su 19, compreso il premier Gentiloni, è anche parlamentare. E il 77% dei membri del governo, 47 su 61, è anche deputato o senatore.  

È ovvio che un incarico di governo richieda un notevole impegno, tale da giustificare poi la difficoltà a partecipare ai lavori in parlamento. Escludendo i neo-nominati Fedeli, Finocchiaro e Minniti, i parlamentari che sono anche a capo di un dicastero partecipano in media al 10% delle votazioni elettroniche. Considerando che la media alla camera è del 66,54% e al senato del 73,71%, il problema posto dai doppi incarichi è evidente. Percentuale particolarmente bassa per la ministra Lorenzinpresente solo allo 0,77% delle votazioni, per il ministro Alfano (1,18%) e per il ministro Franceschini (2,29%).

In Francia l’articolo 23 della costituzione sancisce che le funzioni di membro del governo sono incompatibili con l’esercizio del mandato parlamentare. Una divisione importante per la piena separazione dei poteri, legislativo ed esecutivo, e per dare la giusta importanza ai due ruoli. Sarebbe anche da noi molto più utile che chi viene nominato a capo di un ministero lasci l’incarico al primo non eletto nelle varie circoscrizioni, a qualcuno cioè che avrebbe più tempo ed energia per seguire i lavori parlamentari.

Per approfondire:

 

  • laura12ottobre

    un solo incarico a testa, un solo lavoro a testa, si dovrebbe avere, per distribuire lavoro, reddito, impegno sociale, ma c’è una massa di egoisti e sanguisughe a governare perciò non legifereranno mai contro i loro interessi. Assatanati di soldi e potere, che schifo!