In Italia aumenta il gap salariale di genere

Nel nostro paese la differenza delle retribuzioni tra i sessi ha registrato uno dei maggiori aumenti durante la crisi. Inoltre il mercato del lavoro continua a penalizzare le madri: le donne con un figlio hanno meno probabilità di lavorare di quelle con tre in ben 14 altri paesi europei. L’andamento della povertà assoluta tra le donne durante la crisi è coerente con quello registrato nel resto della popolazione. Nel 2005 viveva in povertà assoluta il 3,5% delle donne, percentuale molto simile a quella di tutti i residenti in Italia (3,3%). Una quota che nel 2009 era salita al 4%, sia per le donne che per l’intera popolazione. Nel triennio successivo per le donne si arriva fino al 5,8%, per poi superare il 7% nel 2013, livello su cui si attesta anche oggi.

Ma questo dato complessivo nasconde ulteriori situazioni di disagio sociale che riguardano in particolare le donne. Continuano a emergere la difficoltà di conciliare lavoro e famiglia e la differenza salariale tra i sessi che, seppure più contenuta rispetto ad altri paesi europei, in Italia ha registrato uno dei maggiori aumenti durante la crisi.

Il divario nelle retribuzioni è peggiorato in cinque paesi e l’Italia è tra questi; gli altri sono Portogallo, Lettonia, Bulgaria e Spagna.

Inoltre nel nostro paese è ancora evidente la difficoltà di accedere al mercato del lavoro, soprattutto per le madri. In Danimarca lavora l’81,5% delle donne con tre figli, quasi il doppio delle omologhe italiane, che sono il 41,9%. Da noi ha un lavoro il 56,7% delle donne che hanno un figlio, una percentuale ben più bassa delle lavoratrici con tre figli non solo in Danimarca ma anche in Slovenia (79%), Svezia (78,1%) e altri 11 stati dell’Unione europea.

Da questo punto di vista pesa la carenza di politiche per la promozione del lavoro femminile e del diritto alla maternità. In un decennio la quota di bambini residenti in comuni che offrono il servizio di asilo nido ha quasi raggiunto l’80%, ma quelli effettivamente iscritti non arrivano al 12%, segno che il numero di strutture è insufficiente. Ma anche che persistono altri ostacoli come le rette troppo alte, e altre barriere culturali che relegano le donne al lavoro di cura.

Per approfondire:

  • CarloReggiani

    Un dato che non sapevo: siamo tra i migliori come differenza di retribuzione! Incredibile il salary-gap in Danimarca: 15,5% contro il nostro 6,5%! Un dato interessante sarebbe avere l’incidenza del lavoro nero nei vari stati per completare l’analisi: esiste una stima?