Perché i comuni possono essere commissariati

Le cause che possono portare allo scioglimento di un’amministrazione sono varie. La materia è regolata dagli articoli 141 e 143 del Testo unico degli enti locali. Dalle dimissioni dei consiglieri a quelle del sindaco, alla cattiva gestione del comune. Come funzionano i commissariamenti in Italia.

La norma che regola i commissariamenti è il decreto legislativo 267 del 2000 (Testo unico enti locali), e in particolare l’articolo 141 “scioglimento e sospensione dei consigli comunali e provinciali”. Per schematizzare possiamo dividere le cause in tre aree:

  1. azioni del consiglio contro la legge o la costituzione;
  2. mal funzionamento degli organi. Questa tipologia include tante possibilità, da quelle che coinvolgono il sindaco (dimissioni, decadenza, sfiducia o decesso) a quelle che riguardano i consiglieri (dimissioni di massa o impossibilità di surroga);
  3. mancata approvazione del bilancio nei termini previsti.

A queste bisogna aggiungere una quarta eventualità, descritta sempre nel testo unico enti locali, ma all’articolo 143, che è il condizionamento degli amministratori da parte della criminalità organizzata.

Dal 2001 al 2014 le principali cause sono riconducibili a due macrocategorie: le questioni politiche, come le dimissioni dei consiglieri o del sindaco oppure le mozioni di sfiducia; e la cattiva gestione del comune o gli errori amministrativi (infiltrazioni mafiose, mancato approvazione del bilancio e decadenza del sindaco). La grande maggioranza dei casi registrati in Italia rientra in questi due tipi di cause.

Negli anni presi in considerazione (2001-2014) infatti la metà dei commissariamenti è dovuta alle dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali, ben 1.195 casi su 2.385. A prevalere sono proprio le cause politiche, basti pensare che se si aggiungono anche le dimissioni del sindaco e le mozioni di sfiducia si arriva al 71,90% dei decreti di scioglimento. L’altra frequente motivazione è la cattiva gestione del comune o uno sbagliato comportamento degli amministratori: i commissariamenti per mafia, per mancata approvazione del bilancio e per decadenza del sindaco sono il 13,46% dei casi.

Per approfondire:

 

  • Lorenzo Asti

    Interessante il fatto che il 10% degli commissariamenti avviene per la banale causa di decesso del sindaco. Credo che questo evidenzi la debolezza del sistema di “premierato” in uso nelle amministrazioni comunali. Invece di far scegliere un nuovo al consiglio comunale eletto e che quindi rappresenta la volontà dell’elettorato, la nuova nomina avviene dall’alto. Le sorti della volontà popolare sono concentrate nell’unica persona del sindaco. Se questo incontra un problema, tutto crolla. Una strategia che presenta un evidente punto di debolezza che è quindi anche facile sfruttare.