Quanto vale l’iva agevolata al 4% per i partiti

È un risparmio per le formazioni politiche, ma anche un costo per lo stato. Ne abbiamo stimato l’entità per le ultime elezioni politiche, calcolando che senza l’agevolazione l’imposta sul valore aggiunto sarebbe costata ai partiti (e fruttata allo stato) oltre 9 milioni di euro.
Partiti e candidati godono dell’iva al 4% per diversi tipi di spese fatte in campagna elettorale: materiale tipografico, spazi di affissione, messaggi elettorali su tv, web, radio e giornali, affitto di locali, servizi e allestimenti per l’organizzazione di manifestazioni.

La possibilità di usufruire dello stesso regime adottato per i beni di prima necessità è un costo per lo stato e un risparmio per i partiti.

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Non è immediato dare una stima complessiva. L’agevolazione vale per diversi tipi di elezioni (locali, nazionali, europee) e con costi variabili. Per esempio le spese che deve sostenere un candidato europarlamentare – eletto in collegi di dimensione così grande da comprendere varie regioni – saranno di entità diversa da quelle di un candidato sindaco. Inoltre il costo delle campagne elettorali varia di elezione in elezione, anche per lo stesso tipo di competizione.

Una stima può essere fatta sulle spese per le politiche 2013, rendicontate dai partiti e certificate ufficialmente dalla corte dei conti. Quella campagna elettorale è costata oltre 45 milioni di euro al lordo dell’iva. Assumendo che tutte le forze politiche avessero diritto all’agevolazione, e che l’abbiano richiesta, hanno pagato circa 1,7 milioni di euro di imposta sul valore aggiunto. Se quelle stesse spese fossero state tassate al 21% (l’aliquota iva ordinaria a inizio 2013), l’esborso per i partiti sarebbe stato molto superiore: oltre 9 milioni di euro.

La differenza tra questi due importi, 7,4 milioni di euro, rappresenta la stima del risparmio di cui hanno beneficiato i partiti in quell’occasione. Ma anche un costo per le casse dello stato, che finanziano il peso di questo vantaggio.

Per approfondire:

  • Mirko Di Francesco

    La democrazia secondo i partiti.