Quanto spendono i comuni per mense e scuolabus

Scuolabus, mense e dopo-scuola sono servizi complementari all’istruzione con un ruolo importante nel welfare comunale. La spesa delle grandi città italiane per questi servizi varia dai 14,46 euro pro capite di Padova ai 99,49 di Verona.
Spetta ai comuni, tra le altre cose, garantire alle famiglie i servizi complementari alla scuola. Innanzi tutto gli scuolabus per raggiungerla, poi la mensa per il pranzo. Ma anche altri tipi di prestazioni come l’organizzazione di dopo-scuola e centri estivi quando le scuole sono chiuse.

Sembrano servizi complementari al diritto all’istruzione, ma in realtà hanno un ruolo importante nel welfare comunale, perché consentono ai genitori di conciliare la vita lavorativa con quella familiare. Vediamo quanto spendono i comuni per erogare queste prestazioni.

A partire dalla voce “assistenza, trasporto, mense”, consultabile su openbilanci.it, si può stilare una classifica delle spese pro capite sostenute per questo tipo di servizi dalle amministrazioni delle maggiori città italiane nel 2014, ultimo anno di cui sono disponibili i consuntivi.

La città che impiega più risorse in assistenza, scuolabus e mense è Verona , con una spesa di quasi 100 euro per ogni abitante. Secondo e terzo posto per Firenze (86,58 euro pro capite) e Catania (83,67 euro). Le due maggiori città italiane, Milano e Roma, occupano rispettivamente la quarta (76,46 euro) e la quinta posizione (60,27 euro).

Con una spesa compresa tra i 50 e i 60 euro annui pro capite troviamo, nell’ordine: Trieste (59,55 euro), Genova (53,61 euro), Bologna (52,76 euro) e Torino (52,10 euro). Nelle ultime cinque posizioni ci sono Napoli, decima con 42,79 euro per abitante, Venezia (38,24 euro), Palermo (36,52 euro), Bari (29,18 euro) e Padova, ultima con 14,46 euro.

Per approfondimenti:

  • Cielle Elleci

    E quindi? Cosa dimostrano queste cifre?

  • Vincenzo Giancristofaro

    Così non è chiaro…vorrei le voci in modo analitico, onde poter capire dove e come si spende il “nostro denaro”!

  • per comprendere meglio la spesa dei comuni in questo campo, credo sarebbe meglio non spalmarla sul numero totale dei cittadini di una città (a che serve spalmarla anche sul numero di adulti/anziani che non fruiscono del servizio?), bensì solo sul numero di cittadini che per età sono potenziali fruitori del servizio Scuolabus, Mense e Dopo-Scuola (quindi sul numero di bambini della città che ha da 1 anno della scuola materna a 10-11 anni della 5°elementare). Credo che se la spesa fosse spalmata su questa fascia d’età possa essere più reale.