La spesa per la difesa in Italia è l’1,5% del pil

Per il Sipri l’esborso totale del nostro paese per le spese militari è di circa 23 miliardi di euro, l’1,5% del pil. Ma secondo la Nato non è abbastanza: si dovrebbe arrivare al 2%. Comunque siamo in buona compagnia: sono tanti i paesi che non arrivano a questa soglia.

Oltre al decreto missioni, è con la legge di bilancio che ogni anno il parlamento decide lo stanziamento totale del nostro paese per le spese militari. Come membri della Nato, l’alleanza nord atlantica nata dopo la seconda guerra mondiale, ci è richiesto di spendere almeno il 2% del nostro pil per la difesa.

Grazie al Sipri, lo Stockholm International Peace Research Institute, fonte più autorevole in materia, è possibile analizzare quanti sono i paesi Nato che rispettano la soglia richiesta. 

Come si può vedere dal grafico sono molto pochi. Per la precisione 6:  gli Usa sono l’unico paese nettamente sopra la percentuale richiesta, ma superano la soglia anche Francia, Grecia, Turchia, Regno Unito ed Estonia. Mentre la stragrande maggioranza dei membri Nato resta sotto la soglia del 2%.

L’Italia si ferma all’1,5%Sempre secondo il Sipri, il nostro paese ha speso nell’ultimo anno di rilevazione, il 2014, poco più di 23 miliardi di euro per la difesa: dal 2011 la cifra è in costante calo, come si vede nel secondo grafico.

La maggior parte di questi soldi viene dal bilancio del ministero della difesa. Con la legge di bilancio 2016 il parlamento ha stanziato 19,42 miliardi di euro per il dicastero guidato da Roberta Pinotti.

Fra le principali voci di spesa: 5,6 miliardi per i carabinieri, 4,7 per le forze terrestri, 1,96 per le forze navali, 2,44 per le forze aree e 3,71 per la pianificazione generale e l’approvvigionamento militare.

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