Alunni stranieri, sempre di più ma poco integrati

Dal 2005 gli alunni stranieri iscritti nelle scuole italiane sono raddoppiati. Più di 800.000 studenti, per lo più nati in Italia, ma con una performance scolastica notevolmente inferiore rispetto ai loro compagni di classe italiani.

Al via un altro anno scolastico, e fra le tante sfide da affrontare, quella dell’integrazione degli alunni stranieri. I numeri sono costantemente in crescita, basti pensare che se nell’anno scolastico 2005/2006 la percentuale di alunni stranieri era del 4,80%, in quello 2013/2014 si era giunti al 9%. Dei 802.785 alunni stranieri iscritti nelle scuole italiane nell’anno scolastico 2013/2014, il 51,72% è nato in Italia. Per la prima volta nella storia del nostro paese, gli studenti stranieri nati in Italia hanno superato quelli nati all’estero.

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L’Emilia-Romagna, la Lombardia e l’Umbria sono le tre regioni con la percentuale più alta di alunni stranieri iscritti nell’anno scolastico 2013/2014, ben oltre la media nazionale. Sono molto ampie le differenze territoriali, e nella classifica regionale la forbice tra la prima regione e l’ultima è molto ampia: l’Emilia-Romagna ha il 15,3% di alunni stranieri, la Campania solo il 2,1%. Il Sud occupa tutte le ultime posizioni in classifica , e altre tre regioni oltre alla Campania non raggiungono quota 3%: Basilicata (2,8%), Puglia (2,5%) e Sardegna (2,2%).

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Nonostante la presenza degli studenti stranieri sia in crescita, il divario nella performance scolastica con i colleghi italiani continua a essere abbastanza ampio . Gli studenti italiani in ritardo sul percorso scolastico sono l’11,2%, quelli stranieri il 36,3%. Nel dettaglio dei diversi livelli scolastici, man mano che si sale la percentuale aumenta. Gli stranieri in ritardo nelle scuole primarie sono il 14,7%, nella scuola secondaria di primo grado il 41,5%, e in quella di secondo grado il 65,1%.

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