I legami tra i think tank politici in Italia, un network con radici profonde

Il 66% dei think tank ha almeno un membro in altre strutture . Tanti i collegamenti fra le diverse organizzazioni. Italianieuropei e la Fondazione Italia Usa le realtà con più connessioni esterne.

Quando parliamo dei think tank politici in Italia è sempre più evidente che siamo parlando di realtà che piano piano si stanno sostituendo in vario modo ai partiti politici. Dall’elaborazione delle idee, al reclutamento del personale politico fino alla raccolta di finanziamenti.

Emblematico il caso della Fondazione Vedrò, di cui ben cinque membri sono stati nominati nel governo Letta: il premier stesso, Enrico Letta, Angelino Alfano (vice premier e interno), Maurizio Lupi (infrastrutture), Nunzia De Girolamo (agricoltura) e Andrea Orlando (ambiente).

Poiché si tratta di realtà para-politiche, è legittimo cercare di comprendere in che modo queste organizzazioni sono collegate. Nel MiniDossier “Cogito ergo sum“, attraverso il censimento delle 65 strutture di rilevanza nazionale, siamo andati a vedere quanti membri sono “condivisi” fra le diverse realtà, con l’intento di far emergere i legami nascosti fra think tank.

Dei 65 pensatoi presi in considerazione, ben 43 (il 66%), ha almeno un componente in un’altra struttura. Qui i collegamenti analizzati per ogni think tank sono di due tipi: da un lato il numero di membri presenti anche in altre organizzazioni, dall’altro il numero di singole strutture con cui si condividono componenti. Il risultato è un network.

In questo cluster ristretto di 43, ogni pensatoio ha in media 9 membri in altre strutture, collegandosi così in media ad altre 6 realtà. Italianieuropei è il think tank con più rappresentanti in altri pensatoi (33) , e la Fondazione Italia Usa è quella con più connessioni con altre organizzazioni (18).

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