Il business dei partiti, grazie alle elezioni un profitto di 1,7 mld

Dal 1994 ad oggi i partiti hanno speso poco più di 726 mln tra elezioni politiche, regionali ed europee. Nonostante questo, lo Stato ha sborsato oltre 2,4 mld in rimborsi elettorali . I partiti così hanno fatto un profitto di oltre 1,7 mld.

L’interpretazione che lo Stato ha dato al concetto di “rimborso” è al quanto curioso. Piuttosto che restituire ciò che era stato realmente speso, dal 1994 ad oggi , dopo ogni tornata elettorale, i partiti politici hanno sempre guadagnato qualcosa .

Analizzando i soldi che lo Stato ha dato ai partiti negli ultimi 20 anni emerge chiaramente come gli strumenti di finanziamento pubblico ai partiti fossero stati in realtà pensati per un altro obbiettivo: fare dei partiti un’impresa che genera profitti utilizzando solo parte delle risorse pubbliche e tenendo per se il resto.

L’apice è stato raggiunto per le politiche del 2001, in cui lo Stato ha sborsato 476 milioni di euro, a fronte di una spesa accertata di soli 49 mln di euro (un surplus di oltre 400 milioni di euro). Per cercare di fermare questo esborso di denaro pubblico, negli ultimi anni sono state portate avanti delle importanti riforme, dal taglio dei soldi nel 2012 all’abolizione completa del 2014. A causa di tutto questo, le politiche 2013 si sono svolte in un limbo di transizione molto particolare.

Se da un lato i partiti hanno lavorato per una riduzione delle spese elettorali (“solamente” 45,44 mln), dall’altro hanno iniziato ad utilizzare altri tipi di finanziamento, raccogliendo da privati oltre 46 mln. Nonostante spese evidentemente già coperte, entro il 2016, attraverso i rimborsi elettorali, incasseranno dallo Stato altri 54 milioni di euro. In totale i partiti con le elezioni 2013 hanno raccolto un surplus di € 55.697.567,72 .

pag_7

Per approfondimenti: