Decreti Legge, l’arma politica del Governo

Matteo Renzi viene spesso accusato di fare eccessivo uso dei Decreti Legge. I numeri dicono tutt’altro. Nei Governi precedenti la media al mese era più alta, con il picco massimo raggiunto dal primo Governo Prodi.

Come tutte le democrazie che si rispettino, anche l’assetto costituzionale dell’Italia si basa sul principio della divisione dei poteri. Se da un lato il Governo è il detentore del potere esecutivo, dall’altro quello legislativo è in mano al Parlamento. Nonostante questo, la nostra Costituzione prevede che diversi attori prendano parte alla produzione legislativa, e fra questi giustappunto il Governo.

Art. 77 della Costituzione Italiana: Il Governo non può,senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria. Quando, in casi straordinari di necessità e d’urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni. I decreti perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.

Ultimamente però “casi straordinari di necessità e d’urgenza” sta assumendo un’interpretazione tutta sua. La produzione legislativa è ormai ad appannaggio esclusivamente del Governo, e l’agenda dei lavori di Camera e Senato è raramente occupata dalla discussione di disegni di legge di iniziativa parlamentare. Proprio per questo motivo, il Governo capitanato da Matteo Renzi è stato recentemente accusato, anche dalla Presidente della Camera Laura Boldrini, di fare un eccessivo utilizzo dei decreti legge.

I numeri però “scagionano” il Premier, posizionandolo nel confronto con i Governi precedenti in ottima posiziona. La sua media di decreti legge al mese è fra le più basse, battuta solamente dall’ultimo Governo Berlusconi. Altra dato da rilevare è la flessione nel tempo del fenomeno, con i Governi da Prodi II in poi fortemente sotto i numeri dei Governi precedenti.

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