Mattarella Presidente, il nuovo che conferma la regola

Dopo l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, tutti i dati sul nuovo inquilino del Colle. Perfettamente in linea con i suoi predecessori: età, scrutini e cursus honorum. La novità che si poteva prevedere.

Dopo nove anni di mandato Napolitano, l’Italia ha un nuovo Presidente della Repubblica. Sergio Mattarella rispecchia pienamente l’identikit dei passati inquilini del Quirinale. Lo dicono i dati, che lo mettono in media con tutte le precedenti undici elezioni. Dall’età, al numero di scrutini, passando per incarichi precedenti, Sergio Mattarella è la novità che si poteva prevedere.

Nato a Palermo nel 1941, a luglio Sergio Mattarella compirà 74 anni. Dato leggermente superiore alla media, che con i suoi predecessori si fermava a 73 anni. Eletto al quarto scrutinio, il neo Presidente rispetta perfettamente lo storico in materia. Su dodici elezioni, ben quattro sono finite al quarto scrutinio (33,3%), percentuale più alta davanti ai due Presidenti eletti al sedicesimo scrutinio (Pertini e Scalfaro), e ai due eletti al primo (Cossiga e Ciampi).

Non solo età e numero di scrutini ma anche cursus honorum. Se gli incarichi più ricorrenti prima del Colle per i precedenti inquilini erano Ministro e Deputato, Sergio Mattarella segue in pieno questa tendenza. Eletto per la prima volta in Parlamento nel 1983 è stato anche Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Ministro della Pubblica Istruzione e Ministro della Difesa (ultimo incarico governativo dal 1999-2001). Unica novità è rappresentata dal suo essere Giudice della Corte Costituzionale dal 2011, primo Presidente della Repubblica che ha ricoperto questo incarico prima di salire al Colle.

Anche la percentuale dei voti ottenuti continua nel trend dei suoi predecessori. Con i suoi 665 voti su 995 votanti (66,8%), Sergio Matterella si posiziona esattamente a metà classifica tra le percentuali di voto che hanno eletto gli ex Presidenti della Repubblica. Il nuovo inquilino del Colle si posizione tra Luigi Einaudi (59,47%) e Oscar Luigi Scalfaro (67,07%).

Per approfondimenti:

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  • Cini

    Appunto, il nuovo che avanza. Naturalmente in stile italiano. Da uno 89enne ad uno 74enne. L’unico Paese dove i dinosauri sopravvivono!

  • Sulla persona poco da dire. E’ stato toccato un paio di volte da Tangentopoli e ne è uscito pulito. Ha anche dimostrato in un paio di occasioni la propria coerenza politica. E’ stato anche toccato da un dramma familiare.
    Per il resto, ci sono dei paradossi, come il fatto che sia stato imposto da un Premier, peraltro non eletto, e votato da un Parlamento da lui stesso dichiarato incostituzionale. Ma siamo in Italia.
    Infine, non manca qualche impiccio familiare pure per lui.
    Per un quadro completo sulla persona, vi invito a leggere il mio post: http://lucascialo.blogspot.it/2015/02/mattarella-eletto-presidente-tra.html

    • Giuseppe

      Rimando il post perché il precedente aveva degli errori di battitura:
      Dissento quasi completamente. Che il Presidente del Consiglio debba essere un parlamentare non è un obbligo, se il Parlamento individua una personalità che ritiene adeguata al compito anche se non eletto, lo può benissimo eleggere come premier. E’ già successo con Amato e Ciampi. Una volta avuta la fiducia il premier nominato, quale che sia la sua provenienza, è perfettamente legittimato. La sentenza della Corte Costituzionale ha sancito l’incostituzionalità della legge NON del parlamento, che rimane legittimo, in questo la sentenza è stata chiarissima. Mattarella toccato due volte da tangentopoli? E quando, di grazia?
      Mi scuso, ma veramente non sopporto più questo ipercriticismo, questo trovare sempre e ovunque il negativo, perché dietro questo atteggiamento si nasconde il terrore di assumere responsabilità di governo, il rifiuto di mettersi alla prova, e la conseguente opzione sempre e comunque di stare all’opposizione. Questo costringe certa sinistra alla perenne sconfitta, e per questo ci siamo tenuti 20 anni di Berlusconi. Ma non c’è niente da fare, non c’è miglior cieco di chi non vuol vedere.

  • Cini

    Così come stabilito dalla Costituzione un’età minima di cinquant’anni per l’eleggibilità alla Presidenza della Repubblica, sarebbe opportuno in un’era di
    Hi-Tech in un mondo che progredisce a ritmo sempre più veloce, stabilre anche un massima massima. Suggerirei sessantasette anni, cioè l’età della pensione obbligatoria così come fanno nella maggioranza dei paesi più progrediti occidentali. Il ruolo del Presidente in Italia oltre ad essere a capo delle forze armate, garante della Giustizia non è di mera rappresentanza, comporta una serie di grandi responsabilità e decisioni che vanno dall’approvazione dei ministri, di decreti, riforme legislative e quant’altro. Deve essere quindi in un assoluta piena lucidità mentale e al più possibile a passo con la tecnologia moderna. In Renzi troviamo un leader giovane, moderno, ben familiarizzato con la tecnologia di oggi.

    • Riccardo

      Se l’età pensionabile è 67 e la durata dell’incarico è settennale… mi sembra più appropriato un limite di 60 anni.
      E per cortesia non mi si dica che non esistono italiano in una fascia di età tra i 50 e 60 che possano degnamente svolgere quell’incarico.
      Saluti

      • Cini

        Pienamente d’accordo con lei. L’Italia è piena di cittadini tra i 50 e 60 anni, istruiti, preparati e seri che potrebbero benissimo svolgere l’incarico da Presidente della Repubblica. Basterebbe che gli anziani politici imbullonati alle poltrone da decenni, si facessero un po’ da parte dando loro spazio. Penso che il giovane Renzi che si è inserito con forza e determinazione stia svolgendo il suo difficilissimo ruolo da Presidente del Consiglio con grande dignità, decoro e penso anche con un certo relativo successo.
        Cordiali saluti.

        • gio

          il problema non e’ l’età ma se e’ coscienziosa la persona che ricopre l’incarico di presidente della repubblica.

  • Bisogna però chiedersi come mai questa costante …storica si sia verificata in un contesto di rappresentatività parlamentare profondamente diverso dai precedenti.