Quirinale, quanti scrutini sono stati necessari in passato

Oggi la prima chiama per eleggere il successore di Napolitano. In passato solamente Ciampi e Cossiga sono stati eletti al primo turno. L’elezione più lunga è stata per Giovanni Leone: sono serviti 23.

Iniziano le votazioni per l’elezione del Presidente della Repubblica, un percorso rinforzato definito dalla Costituzione Italiana. L’articolo che descrive il processo di elezione è l’83, che sancisce i partecipanti al voto, e il numero di voti necessari per ottenere la giusta soglia di maggioranza:

Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri. All’elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d’Aosta ha un solo delegato. L’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi della assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta.

In passato le votazioni hanno avuto durata variabile: alcune sono state molto rapide, altre un po’ meno. Dal 1948 ad oggi solamente due Presidenti sono stati eletti al primo scrutinio: Francesco Cossiga nel 1985 e Carlo Azeglio Ciampi nel 1999.

Al gradino più basso del podio nella classifica per numero di tentativi prima di raggiungere il risultato troviamo Oscar Luigi Scalfaro, eletto dopo 16 scrutini nel 1992. La medaglia di argento va invece a Giuseppe Saragat, diventato Presidente della Repubblica nel 1964 dopo 21 scrutini.

L’elezione più lunga è stata quella di Giovanni Leone, iniziata il 9 dicembre 1971, e conclusasi a fine mese, il 24 dicembre. In totale si tennero la bellezza di 23 scrutini, segnando non solo l’elezione più lunga, ma anche quella con meno consenso da parte del collegio elettorale, solamente il 52% delle preferenze.

 

Gli scrutini necessari dal 1948 ad oggi

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