Navetta chiama fiducia, quando l’iter di una legge si complica

Il 20% delle leggi approvate ha fatto ricorso alla navetta parlamentare. 19 leggi per cui è stata chiesta 17 volte la fiducia. Per ogni navetta sembra esserci una voto di fiducia, facendoci capire quanto sia temuto il dibattito in Parlamento.

Per diventare legge il testo di un ddl deve essere approvato nello stesso modo da Camera e Senato. Pertanto, ogni modifica apportata da un ramo richiede la “convalida” dell’altro, la cosiddetta navetta. Un elemento chiave del bicameralismo perfetto, che forse, vista la riforma in discussione, sta vivendo i suoi ultimi mesi di vita.

Ad oggi, su 91 leggi approvate, 19 (il 20%) hanno avuto bisogno di almeno tre passaggi parlamentari. Caso limite è la modifica del 416-ter, che è dovuta passare per due approvazioni sia alla Camera che al Senato.  Se il riscorso alla navetta è assolutamente conforme al nostro assetto costituzionale, quello che sorprende, tanto per cambiare, è il riscorso alla fiducia.

Su 9 delle 19 leggi in questione è stata posta la fiducia. Dato che colpisce ancora di più se si considera che su queste 9 leggi la fiducia è stata chiesta 17 volte, una media di quasi due per legge. Allargando l’immagine al totale della XVIII Legislatura, su 40 voti di fiducia (10 con Letta e 30 con Renzi), il 42,50% è avvenuto su atti di “leggi navetta”.

E’ evidente che se queste leggi hanno avuto bisogno di una navetta parlamentare, il dibattito sarà stato particolarmente intenso, ed è anche evidente che, in qualche modo, si sia cercato di porre limite a questo dibattito intenso attraverso il ricorso alla fiducia.

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