Produttività parlamentare, a dare le carte sono in pochi

Chi ha un ruolo di rilievo è incisivo due o tre volte di più rispetto la media di Camera e Senato. L’indice di produttività parlamentare evidenzia come sia assolutamente decisivo ricoprire una key position nelle istituzioni o nei gruppi.

In Parlamento la reale capacità di influire sui processi politici è slegata dalla volontà e dall’impegno profuso; ciò che conta è il ricoprire uno degli snodi che regolano i lavori di Camera e Senato. Lo si evidenzia analizzando come si distribuisce la produttività fra i Deputati e i Senatori.

Quello che conta è riuscire ad ottenere o un incarico di partito, per esempio capogruppo di Aula o Commissione, o un incarico istituzionale, per esempio Presidente di Commissione. Perché se i membri del Parlamento si avvicinano alle 1.000 unità, le persone che realmente riescono ad influire sono poco più di 100.

Se si vuole capire il reale impatto di questa semplice constatazione, basta guardare ai numeri. Alla Camera dei Deputati i Presidenti di Commissione producono mediamente tre volte di più del resto dell’Aula (184 vs. 60). Stesso discorso al Senato, dove i Capogruppo di Aula hanno una media di produttività che è più del doppio rispetto alla media.

Come se non bastasse, i cosiddetti “peones” (Parlamentari con nessuna key position), sono ben lontani dalla media di produttività, sia alla Camera che al Senato. Ma anche considerando tutto il Parlamento, il 68% dei membri è sotto la soglia, con la percentuale che sale al 70% se si analizza solo Montecitorio.

Altro elemento da sottolineare è nuovamente l’impossibilità per un parlamentare di ricoprire contemporaneamente anche un incarico di Governo. Quelli che lo stanno facendo, hanno una produttività che batte i “peones”, ma che comunque non raggiunge la media delle due Aule. E’ evidente, e lo dicono i dati, che un membro del Governo non può, e non deve, continuare a essere un parlamentare.

 

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