Emendamenti: sempre di più, mai approvati

Tra ostruzionismo e proposte di modifiche, la riforma costituzionale è stata invasa dagli emendamenti dei Senatori. Da inizio Legislatura, fra i ddl con più emendamenti, il tasso di approvazione è bassissimo. Governo Renzi fa peggio del Governo Letta. 

L’inizio delle votazioni parlamentari sulla riforma del Senato ha riacceso il dibattito sulle procedure di presentazione e discussione degli emendamenti. Solamente a Palazzo Madama, il ddl Boschi ha ricevuto oltre 12.000 emendamenti, e il numero di quelli approvati non ha neanche raggiunto soglia 50. 

Tra respinti e ritirati, per non parlare di tagliole e canguri, molto spesso delle tante proposte di riforma non se ne fa niente. Per fare il punto, abbiamo preso le 10 leggi dell’attuale Legislatura che hanno ricevuto più emendamenti per vedere mediamente il loro tasso di approvazione (ovviamente il Ddl Costituzionale Boschi, una volta concluso l’iter, entrerà in questa speciale classifica).

Nelle 10 leggi prese in considerazione, neanche il 5% degli emendamenti è stato approvato. Il Ddl Delrio “Svuota Province” ha ricevuto 7.611 proposte di modifica, con solo 205 approvate (2,69%), ancora peggio il Decreto Imu-Banca d’Italia con 3.803 emendamenti presentati, di cui solo 36 approvati (0,95%).

Solo due leggi di gran lunga sopra la media: il Decreto del Fare, con un tasso di approvazione dell’11,97%, e il Decreto Salva Pa, con 290 emendamenti approvati su 2.454 (11,82%). Il caso vuole, o forse non troppo, che entrambe le eccezioni risalgano al Governo Letta. Delle 10 leggi analizzate, due delle tre con il tasso di approvazione più basso, rientrano nella gestione del Governo Renzi.

 Il tasso di approvazione nelle 10 leggi con più emendamenti 

Per approfondimenti: