Mini-dossier: Tre poli contrapposti, tanti temi comuni

Abbiamo pubblicato il mini-dossier sugli eletti del nuovo Parlamento, con un approfondimento sui risultati di Voi siete qui, edizione Politiche 2013.

Tre poli contrapposti, tanti temi comuni. I Deputati e i Senatori della XVII Legislatura.

Quando il 15 Marzo 2013 i due rami del Parlamento hanno avviato i lavori dellanuova Legislatura, il primo riscontro è stato che nelle Aule di Montecitorio e Palazzo Madama i protagonisti erano cambiati. Fra le fila di Deputati e Senatori c’è stato un evidente rinnovamento.

Il 64% dei Parlamentari non ha preso parte alla Legislatura precedente e il 39% è al suo primo incarico pubblico. Gli stessi Presidenti della Camera dei Deputi e del Senato della Repubblica sono alla prima esperienza come rappresentanti dei cittadini. Altri elementi di novità sono l’abbassamento dell’età media dei Parlamentari e il forte aumento della presenza femminile, nella storia Repubblicana mai erano state elette così tante donne alla Camera (31,3%) e al Senato (28,6%).

A tale composizione del Parlamento i partiti hanno contributo in modo diverso. Ad esempio risaltano, il ruolo innovatore del M5S, la scelta conservativa del Pdl o la totale mancanza di donne fra i Deputati della Lega. Diverse sono le similitudini con un altro periodo della storia politica del Paese, la XII Legislatura che nel 1994 segnò l’inizio della “Seconda Repubblica”. Infatti, non sono cambiati solo molti volti della politica italiana ma anche e soprattutto gli equilibri e i rapporti di forza. Se negli ultimi 20 anni si sono fronteggiati due schieramenti all’interno del bipolarismo fra centro-sinistra e centro-destra, che per alcuni anni sembrava volgere verso un bipartitismo fra Pd e Pdl, l’affermazione del M5S ha ora imposto un sistema politico a Tre Poli.

L’attuale Legislatura, limitata dalla mancanza di una riforma elettorale, probabilmente sarà insufficente per un passaggio completo ad una “Terza Repubblica” ma il percorso sembra avviato. Nell’attuale fase di incertezza parlamentare occorre comunque che i partiti rispondano alle esigenze del Paese, verificando innanzitutto possibili convergenze sui provvedimenti la cui urgenza è maggiore. Confrontando le posizioni che i partiti hanno dichiarato in campagna elettorale per partecipare a Voi siete qui con la consistenza degli attuali gruppi parlamentari ci si rende conto come la strada del dialogo, se intrapresa, può portare a risultati concreti. Infatti, affrontando singolarmente i 25 temi chiave individuati su ben 21 ci sarebbe una maggioranza assoluta sia alla Camera che al Senato. Mentre, solo su 4 la posizione predominante risulterebbe differente fra i due rami del Parlamento. Può essere anche questa una base di interlocuzione fra le forze politiche per evitare una fase di inerzia e stallo istituzionale.

Scarica il mini-dossier

  • Giovanni Incorvati

    Ieri, non appena ho ricevuto il vostro dossier, dopo le 14, mi sono subito reso conto della sua importanza nel chiarire le ragioni della impasse incostituzionale in cui si trova il Parlamento, e in particolare della mancata costituzione delle commissioni permanenti. Perciò l’ho subito inoltrato, intorno alle 16, in alcune mailing list di associazioni di giuristi di cui faccio parte, accompagnato dal seguente commento:
    “Invio per conoscenza uno studio recentissimo sulla composizione dell’attuale Parlamento. Vorrei sottolineare soprattutto la penultima e la terzultima tabella in fondo al file, che contengono dati non a caso poco noti, ma secondo me assai rilevanti.”
    Stamani leggo il titolone di prima pagina del “Fatto Quotidiano” e il rinvio a pag. 3, dove nel sommario si legge: “In 36 non decidono ancora tra Regione e Parlamento”. Vengono riprodotte proprio le due tabelle a cui facevo riferimento, ma la prima contiene due o tre correzioni, con una modifica anche della grafica. Prima di tutto il titolo: “Parlamentari con incarico incostituzionale in Regione” è diventato “Parlamentari con incarico istituzionale (sic!) in Regione”. Poi la colonnina dei parlamentari del PD che incorrono in tale irregolarità si abbassa da 15 a 9, come quella di Scelta Civica da 3 a 2, e quella della Lega da 1 a 0, mentre sale quella di SEL da 2 a 5.
    Vi risulta che ci siano state variazioni nelle ultime ore, che giustifichino tali cambiamenti?
    Colgo l’occasione per ringraziarvi moltissimo del vostro lavoro.
    Giovanni Incorvati