Lettera al Commissario Bondi

Ci rivolgiamo al commissario per la spending review affinchè le analisi per la razionalizzazione e riduzione della spesa degli enti territoriali si basino su dati pubblici liberati. Proponiamo quindi un’ opensiope.

A Enrico Bondi
Commissario Straordinario per la Razionalizzazione della Spesa Pubblica
Ministero dell’Economia e delle Finanze

21 dicembre 2012

 

Caro Commissario Bondi,

Guardiamo con attenzione e fiducia il difficile lavoro che sta svolgendo nell’interesse dell’Italia e di un riequilibrio della spesa pubblica verso una maggiore qualità dei servizi prodotti e una riduzione degli sprechi.

Crediamo che per contribuire a rendere credibile l’azione di contenimento in atto – soprattutto a livello locale dove i servizi collettivi sono resi – e per creare quella giusta pressione al miglioramento, serva una maggiore consapevolezza da parte del pubblico e da parte delle amministrazioni di quanto si spende e per cosa. In un processo di risanamento, la trasparenza nei confronti degli stakeholders è un elemento imprescindibile e, della macchina delle amministrazioni pubbliche, gli stakeholders siamo tutti noi.

Le disposizioni sulla razionalizzazione e riduzioni della spesa degli enti territoriali, prodotte nell’ambito del suo mandato di Commissario, si sono avvalse di analisi minuziose sui dati di cassa SIOPE dell’anno 2011, per individuare ente per ente lo scostamento più o meno marcato da una mediana di spesa per categoria merceologica (contratti di servizio per trasporto, cancelleria e materiale informatico e tecnico, ecc.), rapportato alla popolazione residente e al numero di addetti. Questi valori costituiscono dunque un punto di riferimento, un benchmark, naturalmente semplicistico e non privo di errori di misurazione, ma non per questo poco utile per consentire agli enti (e ai loro cittadini) di interrogarsi e individuare eccessi di spesa o potenziali risparmi che potrebbero essere ottenuti.

Tuttavia, affinché enti e cittadini possano effettivamente interrogarsi e possa innescarsi un circuito virtuoso, il valore dei benchmark individuati e il valore effettivo delle risorse spese da ogni singolo ente dovrebbe essere noto e periodicamente comunicato a tutti. Non tenuto nel cassetto della sua scrivania.

È una questione di trasparenza, che massima deve essere in questo processo, perché la carenza informativa produce arretratezza nel nostro paese, produce sfiducia nelle istituzioni, produce disinteresse per la gestione della cosa pubblica e nell’opacità fioriscono gli sprechi e le malversazioni. Senza la trasparenza e l’ampia accessibilità ai dati vengono a mancare, come oggi ancora mancano, alcune condizioni necessarie per “fare Stato”.

Le iniziative messe in campo, inclusa l’idea della fatturazione elettronica, vanno nella giusta direzione, ma con pochi ulteriori passi si potrebbe avere qualcosa di più:

  1. avere conti per cassa in tempo reale consolidati ad ogni livello dell’Amministrazione, basati su ciascuna delle singole transazioni elementari e su ogni centro pubblico di spesa, dalla più piccola azienda municipalizzata sino al Quirinale;
  2. dentro questi conti, avere una scheda contabile per ogni investimento, anche il più piccolo,  che dica quanto si è speso sino a quel momento, e chi ha preso i soldi, utilizzando codici di tracciabilità interoperabili per altro già esistono come il CUP e il CIG;
  3. sempre dentro questi conti, avere una contabilità “acquisti” in tempo reale per ogni singolo acquisto, con un codice univoco per ogni ordine emesso, con un corredo informativo su cosa si compra, da quale fornitore, a quale prezzo unitario, quale quantità si è comprata, se la merce è arrivata, e se la fattura del fornitore è stata pagata e quando;
  4. avere una contabilità in tempo reale di quanto lo Stato paga ai dipendenti ed ai consulenti (sembra incredibile, ma a livello di singolo dipendente oggi non c’è un database unico di tutti i dipendenti pubblici, siamo alle autodichiarazioni, non collegate in tempo reale con la contabilità).

Tutto ciò sarebbe già oggi possibile – con qualche software di contorno, maggiore accessibilità dei dati anche grezzi da parte di tutti, un meccanismo periodico di pubblicazione in rete dei dati ente per ente, che incentivi chi è più in basso nella graduatoria a migliorare. Infatti, i punti a) e b) ci sono già (Siope, Banca d’Italia/RGS via le banche tesoriere). Per i punti c) e d), basterebbe dare indicazioni semplici in merito e avviare un processo di pubblicazione in rete dei dati rendendoli leggibili secondo i principi “opendata”.

Consentirebbe un controllo sociale penetrante e diffuso e incoraggerebbe, inoltre, una mobilitazione dell’apparato analitico del Paese (dalle Università ai Centri studi) nel produrre studi specifici di fact finding. Attraverso un dibattito pubblico informato e democratico, ciò metterebbe sotto agli occhi di tutti lo stato delle cose, aiutando il processo di riequilibrio centrale e locale. D’altra parte, sembrerebbe proprio questo l’auspicio del Legislatore (troppo spesso deluso poi nell’attuazione) nel decreto sviluppo che prevede un articolo 18 denominato amministrazione aperta e nella Legge anti-corruzione, che prevede all’articolo 1 c. 15 disposizioni sulla trasparenza amministrativa. Con “l’apertura” dei dati di SIOPE si potrebbe, a un costo minimo per la collettività attuare queste disposizioni in un solo colpo, in poco tempo e per tutti. Senza oneri aggiuntivi per le singole amministrazioni e con una semplificazione immediata degli innumerevoli adempimenti burocratici.

Noi le scriviamo per incoraggiarla a procedere senza indugi a mettere dati di dettaglio in rete, periodicamente aggiornati anche in tempo rete reale, insomma, a fare un “Open-SIOPE”. Gli ostacoli non sono tecnologici e non sono normativi, e la nostra Pubblica Amministrazione ne ha urgentemente bisogno.

Con i nostri migliori auguri di buone feste.

Luca Meldolesi Vittorio Alvino
Presidente Associazione Effeddì Presidente
Rete del federalismo democratico Associazione Openpolis
  • Claudio Vaccari

    Complimenti x la lettera, stiamo combattendo la stessa battaglia, voi in modo certamente più serio e professionale, io in modo più “artigianale”, basandomi sul buon senso.
    Se guardate su Twitter o sul blog claudiovaccari.blogspot.com potete vedere quello che ho fatto ed ottenuto.
    Sarei onorato di poter collaborare con voi per portare avanti, quella che considero una norma di civiltà, indispensabile al Paese.
    Vi ringrazio anticipatamente se vorrete rispondermi, cordiali saluti e auguri di buon anno
    Claudio Vaccari

  • ugo nigrisoli

    sto leggendo con grane interesse quanto pubblicato sul sito che ho scoperto grazie ad una vostra partecipazione a radio 24, ascoltata durante un forzato periodo di riposo. Forza ragazzi cercherò nel mio piccolo di divulgare i contenuti del vostro lavoro. buon anno anche da parte mia
    Ugo Nigrisol

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