Dalla manovra è sparito il taglia incarichi per i parlamentari, che potranno continuare ad essere eletti anche negli enti locali. Esultano in 110

La manovra economica aggiuntiva presentata dal Governo prometteva di mettere mano ai privilegi dei politici e al tempo stesso di meglio organizzare i livelli istituzionali. Fra i diversi provvedimenti, c’era spazio anche per la revisione delle incompatibilità con la carica di parlamentare.

L’articolo 13, comma 3 recitava perentorio:

“La carica di parlamentare è incompatibile con qualsiasi altra carica pubblica elettiva. Tale incompatibilità si applica a decorrere dalla prima legislatura successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto.”

Sarà preso un colpo agli oltre 110 parlamentari che hanno anche incarichi negli enti locali, fra i quali figurano ben 14 presidenti di provincia. Considerando anche, come quasi tutti appartangano alla maggioranza, la loro richiesta di correre ai ripari non poteva rimanere inascoltata.

L’articolo 13, comma 3 approvato dal Senato diventa:

“Fermo restando quanto previsto dalla legge 20 luglio 2004, n. 215, e successive modificazioni, le cariche di deputato e di senatore, nonché le cariche di governo di cui all’articolo 1, comma 2, della citata legge n. 215 del 2004, sono incompatibili con qualsiasi altra carica pubblica elettiva di natura monocratica relativa ad organi di governo di enti pubblici territoriali aventi, alla data di indizione delle elezioni o della nomina, popolazione superiore a 5.000 abitanti, fermo restando quanto previsto dall’articolo 62 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Le incompatibilità di cui al primo periodo si applicano a decorrere dalla data di indizione delle elezioni relative alla prima legislatura parlamentare successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto. A decorrere dalla data di indizione delle relative elezioni successive alla data di entrata in vigore del presente decreto, le incompatibilità di cui al primo periodo si applicano, altresì, alla carica di membro del Parlamento europeo spettante all’Italia, fermo restando quanto previsto dall’articolo 6, commi secondo, terzo, quarto, quinto e sesto, della legge 24 gennaio 1979, n. 18, e successive modificazioni. Resta fermo in ogni caso il divieto di cumulo con ogni altro emolumento; fino al momento dell’esercizio dell’opzione, non spetta alcun trattamento per la carica sopraggiunta.”

In altre parole, la situazione rimane esattamente quella attuale. Il parlamentare può essere contemporaneamente anche consigliere o assessore al comune o alla provincia (meno male che la costituzione gli preclude le regioni!).
Le incompatibilità riguardano solo le cariche monocratiche, quindi sindaco o presidente di provincia, ma solo nel caso in cui il politico sia già parlamentare.
Pertanto, un sindaco o presidente di provincia può essere eletto anche in parlamento.

In questo modo, tutti i 110 parlamentari con doppi o più incarichi hanno salvato tutte le loro poltrone.

Ora, il provvedimento è all’esame della Camera e pertanto tecnicamente ci sarebbe modo di intervenire per ripristinare le incompatibilità previste dal testo originario. Ciò, però, vorrebbe dire rimandare al Senato l’intera manovra economica aggiuntiva e ritardarne i tempi di approvazione. Con la crisi economica e dei mercati e l’Unione Europea che spingono l’Italia a far presto, sembra proprio che i collezionisti di poltrone siano salvi.

  • DAVID DINO

    Come al solito abbiamo le prigioni stracome di ladri di polli e i ladri di milioni di euri continuano a rimanere impuniti, non per niente come legalità siamo pari al Ruanda che noi chimiamo paese del terzo mondo.

  • Andrea Guadagni

    Domanda di persona ignorante. Doppio incarico = doppio stipendio? Sempre?
    grazie!

    • laura fossi

      No, a doppio incarico non corrisponde sempre doppia indennità. Il tuel dlgs 267/00 norma la questione al capo “Status degli amministratori locali” e all’art 82 si parla di indennità mentre all’art 83 del divieto di cumulo per parlamentari nazionali o europei e per i consiglieri regionali. Altra cosa è il fatto che è un po’ improbabile far bene due cose insieme e che ci potrebbero essere dei conflitti di interesse tra i due ruoli.

      Quello che sto cercando di capire io invece è se è vera la questione dei “magistrati fuori ruolo” che venne fuori a Report un anno fa circa: magistrati, prestati temporaneamente – magari per un anno, a volte per ventenni – ad altri incarichi retribuiti, continuano a percepire lo stipendio da magistrato con tanto di scatti di anzianità. Qualcuno sa delucidarmi? grazie!

      • laura fossi

        @ ai moderatori

        l’orologio del server – che indica l’orario dei commenti – è indietro di 2 ore

  • massimo

    Maiali.

  • michele

    NO COMMENTI MA SOLTANTO UNA DECISIONE, UNICA E PERENTORIA:

    ALLE PROSSIME POLITICHE O SI INVALIDA LA SCHEDA ELETTORALE O LA SI RENDE INSERVIBILE.

    660 DEPUTATI 660 DITTATORI
    330 SENATORI 330 DITTATORI

    ALCUNI ANNI ADDIERO LA ROMANIA HA RISOLTO IL SUO PROBLEMA.

  • Danny

    Ogni atto, ogni delibera, ogni proposta, ogni emendamento, ogni singola piccola attività parlamentare in Italia sembra favorire (e effettivamente favorisce) sempre la stessa casta, lo stesso ceto sociale, gli stessi porci.
    Il più grosso errore (forse nemmeno troppo ingenuo) della costituente fu quello di adottare un sistema legislativo bicamerale, riempiendolo tra l’altro di troppe poltrone. Non abbiamo bisogno di questi soggetti; non abbiamo bisogno nemmeno di iter e procedure legislative e consuntive così dilazionate: non possiamo nemmeno permetterci il lusso di sperare e di donare la nostra fiducia a quei cittadini che crediamo (meglio, siamo portati a credere) dei buoni amministratori.
    Italiani: destabilizziamo le istituzioni. Ripristiniamo e rivalorizziamo la NOSTRA Costituzione, correggiamola laddove essa predisponga un sistema già utilizzato e stimato inefficiente. Ricostruiamo un ordinamento che privilegia troppo chi troppo toglie, e poco merita.
    Possiamo farlo. Sembra utopia, ma basta unirsi saldamente, come popolo. Come fratelli.

    Rifletteteci,
    Possiate tutti stare il meglio possibile, ve lo auguro, come lo auguro a me stesso.

    Buona giornata

  • Margheritano

    E chi poteva essere la prima firmataria, nonchè relatrice, del documento approdato alla Camera attraverso il quale si chiede che la soglia della popolazione salga da 5000 a 20000?
    Ovviamente l’On. Carlucci che, colta da improvviso, spasmodico ed inspiegabile amore per il comune di Margherita di Savoia, si è infilata nelle scorse amministrative (marzo 2010) trascinandosi appresso tutta la sua inconcludenza ed inefficacia.
    Totalmente assente dal territorio, sempre assente nei Consigli Comunali, ci ha fatto credere che poteva amministrarci attraverso il suo Blackberry.
    Spero che questo articolo di legge rimanga così com’è. Il doppio incarico, qualsiasi sia il numero di abitanti del comune, è dannoso e soprattutto indice di potere a tutti i costi, con una pesante ricaduta negativa sulle scelte e sulle strategie che spesso vanno contro gli interessi collettivi.

  • Denise

    E’ una buona cosa che uno strumento come Openpolis ci aiuti a capire, condividere, e perchè no, proporre.
    Non credo sia una buona idea destabilizzare le istituzioni, pensiamo a responsabilizzarle.
    Parliamo, condividiamo, rendiamo ovvio che un parlamentare DEBBA di tanto in tanto relazionarsi con i propri elettori, dialogare, rispondere, altrimenti non viene votato. Dobbiamo creare la prassi.
    Certo, il primo passo è il cambiamento della legge elettorale, ma dopo ce ne saranno molti altri.