La fiducia dei ribelli

La partita, alla fine, si è giocata in quell’area, forse di centro, ma di certo abbastanza grigia, in cui si sono mossi principalmente i parlamentari che hanno cambiato gruppo. I tranfughi che si sono moltiplicati nei mesi, giorni, ore e minuti che hanno preceduto la conta finale. Questi tutti i movimenti di Deputati e Senatori dall’inizio della legislatura.
Al Senato la risoluzione, presentata da Pdl e Lega, sui cui è stata posta la fiducia, ha fatto registrare: 162 voti favorevoli (Pdl, Lega); 135 contrari (PD, IdV, UDC) e 11 astenuti (FLI + 1 Misto)

Hanno votato a favore:
Antonio Fosson del Gruppo Misto componente Union Valdotain
Riccardo Villari del Gruppo Misto (ex PD)
Salvatore Cuffaro dell’Udc (ribelle)
Sebastiano Burgaretta del Gruppo Misto componente Mpa (ribelle, annunciata espulsione dall’MpA)

Si sono astenuti:
– i 10 Senatori di Futuro e Libertà, astensione annunciata come una proposta alla maggioranza Governo volta ad evitare il successivo voto alla Camera
– Enrico Musso del Gruppo Misto (ex PdL)
– infine, pur risultando assenti ai fini del conteggio dei voti per ragioni di procedura, hanno annunciato la loro astensione al voto i Senatori del Südtiroler Volkspartei (SVP) Oskar Peterlini, Manfred Pinzger, Helga Thaler Ausserhofer.

> Vedi il Dettaglio della votazione al Senato

Alla Camera maggioranza di tre voti contraria alle mozioni di sfiducia presentate dall’opposizione e da FLI:
– Favorevoli 311 (PD, IdV, UDC, FLI, API, altri del Gruppo Misto)
– Contrari 314 (PdL, Lega, altri del Gruppo Misto)
– Astenuti: 2 (Misto – Südtiroler Volkspartei)

Determinanti i 3 voti ribelli all’interno delle file di FLI (Gianpiero Catone, Maria Grazia Siliquini, Catia Polidori) e quelli dei transfughi recenti come Massimo Calearo (ex PD) e Bruno Cesario (ex PD, ex API di Rutelli), e recentissimi come Domenico Scilipoti e Antonio Razzi entrambe ex IdV e approdati nel Gruppo Misto.

> Vedi il dettaglio della votazione alla Camera

  • Gianni Fusco

    Con questa legge elettorale la fiducia è un’avventura molto rischiosa.

  • uniroma.tv

    Vi segnaliamo al seguente link il servizio sul voto di fiducia alla Camera e sugli scontri che hanno messo a ferro e fuoco Roma:

    http://www.uniroma.tv/?id_video=17880

    Ufficio Stampa uniroma.tv
    info@uniroma.tv
    http://www.uniroma.tv

  • Corrado SFACTERIA

    Fiducia ? Sfiducia ? Rispetto a chi e a che cosa? Indicare come capro espiatorio il presidente del consiglio può essere un modo per sottorfuggire alla incapacità dei partiti e di alcune istituzioni di recuperare credibilità al loro stesso interno.
    Come è possibile riconoscersi nella “Unità d’Italia ” se nessun partito serio mobilita la piazza per costringere il Presidente della repubblica a rivedere lo status di parlamentari , in posizione solidaristica , che ricattano la Nazione disconoscendo l’Unità nazionale in una situazione non federalista dell’Italia ? Ma quante Italie abbiamo ? L’unità varia a seconda delle inclinazioni dei partiti ? Ma che senso ha un Franceschini che collega l’Italia alla resistenza ? C’è l’Italia antifascista e quella fascista ? C’è Italia del Nord coi capitali e lo spazio per l’idea di una innocua libertà senatoriale e l’Italia dei morti di fame da federalizzare ?
    Personalmente ho sperimentato in quel servizio militare negli alpini , servizio al quale si sono sottratti ,immagino , molti parlamentari , quanto possa influire la volontà di difendere la propria dignità meridionale e quella degli alpini di leva settentrionali rispetto ad un vertice nordista che ha rivestito la divisa dell’E.I. sconfitto.Dietro la fragilità decisionale dei politici l’unità della Nazione diventa solo un valore folcloristico .Una occasione per trattative sotto banco ?
    Ma Berlusconi è un politico troppo intelligente per non capire che ha bisogno di recuperare valori propri dell’Italia mandando a riposo la lega nord. Lo voteranno i veri italiani del NORD che costituiscono una vera ed onesta maggioranza.

  • Corrado SFACTERIA

    Sulla base degli artt.160 e 161 del regolamento del Senato della Repubblica approvato il 17 febbraio 1971 ,la votazione sulle mozioni ha la precedenza su quella degli ordini del giorno che le concernono.e la mozione di sfiducio o di fiducia deve essere sottoscritta da almeno un decimo dei componenti del Senato. Mi sembra che per consentire al governo di concludere la sua legislatura in base alla dichiarazione di un rimpasto al suo interno, si presenta la necessità di una nuova mozione di sfiducia che tenga conto dell’atteggiamento di un gruppo senatoriale ,in base a dichiarazioni pubbliche di un suo componente, riguardo alla subordinazione del rispetto dovuto alla Costituzione Italiana che si fonda sull’unità nazionale alla ipotesi di un ordinamento federalista dello Stato.
    Demandare la responsabilità della salvaguardia della unità nazionale al Capo dello Stato basata soltanto su espressioni verbali in funzione commemorativa dve indurre il Senato della Repubblica a verificare ,al suo interno, se i gruppi senatoriali svolgono una funzione a salvaguardia delle istituzioni e della Nazione. Ciò è dovuto anche per mettere in evidenza che ,alla fine, la vera Italia è difesa sia dalla SVP che dall’Unione Valdostana.

  • Corrado SFACTERIA

    La fiducia agli esponenti dei partiti è da collegarsi ad un insieme di fattori che esulano da reali doti personali ma sono da collegare ad una continua convivenza e rapporti di equilibri interpersonali che nascono vuoi dal sostegno di forze economiche vuoi dal sostegno di un interessato o strumentalizzato elettorato. Gli esponenti dei partiti acquistano potere in base al sistema in cui operano e che prevarica sia gli obiettivi che le regole.
    E’ evidente che una mozione di fiducia o di sfiducia al capo del governo diventa immotivata quando si rivolge al vertice di un partito di maggioranza senza tener conto che viene sostenuto dalla Lega nord la cui storia economico-politica non poteva essere stralciata da una oculata mozione di sfiducia nei confronti del governo. Ma sarebbe stato rassicurante un governo al cui interno si fosse accentuata una presenza politica quale quella dei comunisti in disaccordo con i piani stabiliti dalla “Storia ” e dalle regole democratiche ? E’ responsabilità del PD e dell’IDV e di terzi poli più o meno coerenti con se stessi se il popolo italiano rischia un senato plurilingue e da gazzarre interfederalistiche . Eppure oltre il popolo anche il Senato era all’apice del potere..ma erano altri tempi !

  • Andrea

    Tutti comprati con i soldi della mafia e degli evasori fiscali