Del sostegno di quanti parlamentari ha bisogno il Governo per andare avanti?

Alcune cose da sapere in vista del voto del 29 Settembre:

Inizio Legislatura. Il Governo Berlusconi IV può contare su una larga maggioranza parlamentare: 343 deputati (su 630 – maggioranza a 316) e 174 senatori (su 315 – maggioranza a 155). Ciò permette di legiferare senza troppe difficoltà (vedi voti chiave). Questa fase è caratterizzata da una forte decretazione di origine governativa e dall’utilizzo di maxi emendamenti da parte del Governo sui provvedimenti di carattere economico. Nonostante ciò, un tasso di assenteismo abbastanza alto fra le file della maggioranza, ha permesso all’opposizione di batterla in 64 votazioni elettroniche (vedi maggioranza battuta).

La svolta di Mirabello e altre fibrillazioni. Il Popolo della Libertà vede la fuoriuscita di alcuni parlamentari, che vanno a formare i gruppi di “Futuro e Libertà.Per l’Italia”. La nuova formazione può contare su 36 deputati (vedi elenco) e 10 senatori (vedi elenco). Inoltre, si erano già verificate forti tensioni con il Movimento per le Autonomie (Mpa) che fa capo al Presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo. La situazione porta ad una scissione fra “Noi Sud” che conta 5 deputati che ribadiscono il proprio sostegno al Governo e “Mpa” che invece con 5 deputati e 3 senatori, si dichiara critico. Sia “Mpa” che “Noi Sud” non raggiungono il numero minimo per istituire gruppi parlamentari e, pertanto, si strutturano come componenti del gruppo misto. Nel frattempo escono dalla maggioranza i 3 deputati Liberal democratici e l‘on.Guzzanti e si iscrivono al gruppo misto. Tutti e 4 i deputati erano stati eletti con il Pdl. Entrano nel Pdl 2 deputati eletti con l’Udc: on.Pionati e on.Baccini. Anche se sia “Futuro e Libertà.Per l’Italia” che “Mpa” fanno parte del Governo, si differenziano dal resto della maggioranza parlamentare. Il Governo può contare sul sostegno certo solo dei parlamentari del Pdl (236 deputati e 135 senatori) e della Lega (59 deputati e 26 senatori): alla Camera si raggiungono solo 295 deputati, lontani dalla maggioranza di 316. I senatori invece sono 161, superata la maggioranza dei 155.

Il gruppo ponte. Nelle prime settimane di Settembre, viene più volte annunciata la nascita di un nuovo gruppo parlamentare di “responsabilità nazionale”, che possa essere da ponte per diversi parlamentari (sopratutto deputati) che così entrerebbero a far parte della maggioranza. L’obbiettivo è quello di coinvolgere 20 – 25 deputati in modo da garantire al Governo la maggioranza alla Camera, anche senza il sostegno di “Futuro e Libertà.Per l’Italia” e di “Mpa”. Alla fine, è lo stesso on. Nucara, indicato con colui che avrebbe guidato il nuovo gruppo, a dichiarare il fallimento dell’operazione.

Il gruppo misto. La necessità di aumentare il proprio sostegno in Parlamento, ha spinto il Governo a guardare con attenzione al gruppo misto, di Camera (30 deputati – vedi elenco) e di Senato (13 senatori – vedi elenco). In base alle votazioni dei parlamentari, alla loro collocazione politica e alle componenti con cui si sono divisi nei gruppi misti, è possibile prevedere che il Governo potrà contare sul sostegno di 10 deputati e 2 senatori.

I doppi incarichi. Il Governo nel suo insieme è formato da 61 membri, di cui 51 sono anche parlamentari (38 deputati e 13 senatori). Consultando le nostre classifiche sulle presenze e le assenze, risulta evidente che anche se il doppio incarico Governo-Parlamento è consentito dalla legge, di fatto le energie del politico sono tutte profuse nell’attività di Governo. I membri del Governo che sono anche parlamentari sono fra i deputati e i senatori con il più alto numero di assenze e l’indice di attività più basso. Con una maggioranza parlamentare risicata, queste assenze (molte delle quali giustificate) potrebbero essere determinanti, non nel voto di domani ma nel proseguo della legislatura.

Considerazioni. La votazione di domani sarà determinata dalla decisione di “Futuro e Libertà.Per l’Italia” di assumersi o meno la responsabilità di porre fine a questo Governo. I tentativi dell’Esecutivo di portare nella maggioranza singoli parlamentari non hanno avuto i risultati sperati, e pertanto il pallino è nelle mani dei parlamentari vicini al Presidente della Camera. Qualora domani venisse approvata la risoluzione sui 5 punti programmatici, senza una ricomposizione definitiva fra l’on. Fini e l’on. Berlusconi, l’azione di Governo risulterebbe comunque indebolita dalla mancanza di una solida e certa maggioranza parlamentare.

  • Corrado SFACTERIA

    Proposta di modifica dell’art.1 della Costituzione:
    1. L’Italia è una Repubblica democratica fondata sull’interesse comune garantito dalla Unità Nazionale e dalla appartenenza alla Comunità Europea.