Chi presiede, chi vota, chi è presente e chi proprio non c’è

Gli utenti e visitatori di openparlamento non si saranno stupiti nel leggere sul n.16 de l’Espresso la classifica di presenti e assenti al voto in Parlamento, perché quei dati, insieme a moltissimi altri, sono facilmente disponibili e costantemente aggiornati su questo sito da un anno. Ma quando i dati, dall’oscuro e inaffidabile web emergono alla autorevolezza della carta stampata, allora occorre prenderne atto e se non piacciono bisogna correre ai ripari.

Venerdì 16 – Comunicato Ufficio Stampa del Senato
“Presenze in Aula Vice Presidenti del Senato – In relazione alle statistiche pubblicate sul numero de L’Espresso, oggi in edicola, dalle quali risulterebbe che, fra i senatori meno presenti in Aula, tre sono Vice Presidenti dell’Assemblea, l’Ufficio Stampa del Senato ricorda che i Vice Presidenti sono esclusi dal computo delle presenze e delle votazioni in Assemblea proprio perché, per consuetudine costituzionale risalente al XIX secolo, non possono partecipare alle votazioni quando esercitano le loro funzioni istituzionali. I dati relativi risulterebbero quindi inevitabilmente falsati nel loro significato. Proprio per ragioni di chiarezza, le presenze in Aula dei Vice Presidenti non sono rilevabili nelle statistiche riportate dal sito internet del Senato.”

19 aprile – Comunicato di Emma Bonino (Ansa)
“L’Espresso questa settimana dà conto delle presenze dei Senatori, mettendo come grandi assenteisti i vicepresidenti del Senato. Come è noto, e come è ovvio, siccome le presenze si deducono dai voti, vorrei segnalare che il vicepresidente quando presiede non può votare. Lo dico non per tutelare alcunché, ma per precisare. Che gli assenteisti siano i vicepresidenti mi sembra insomma difficile da sostenere”.

Tradotto: considerare i Vice Presidenti del Senato alla stregua degli altri Senatori sarebbe scorretto perché i primi, per esercitare le loro funzioni, spesso debbono presiedere i lavori dell’Aula (al posto del Presidente) e quindi per consuetudine non votano. Dato che le presenze si calcolano in base alla partecipazione o meno al voto, ecco che i Vice Presidenti risultano inevitabilmente e ingiustamente tra i più assenti.

Ma la premessa è sbagliata nei fatti. Il sistema di registrazione del voto al Senato e alla Camera considera solo tre eventualità: presente (partecipa al voto), in missione (assente giustificato da impegni istituzionali), assente (non giustificato). Quando qualcuno presiede i lavori dell’Aula, noi lo sappiamo (vedere la nota in fondo). Perché ce lo dicono i resoconti parlamentari, e anche se non partecipa al voto, noi lo consideriamo giustamente presente: non vota ma è presente durante il voto. Gli assenti sono quindi quelli che non votano, quelli che non sono in missione e quelli che non presiedono l’Assemblea. Quando ii Vice Presidente è assente significa che non presiede il lavori dell’Aula e non è impegnato in cose che il Senato (o la Camera) ritengono essere obblighi istituzionali.

Da notare poi che di Vice Presidenti al Senato ce ne sono quattro, di cui solo tre, Emma Bonino del PD (78,22 % di assenze), Domenico Nania del PdL (64,41 %) e Vannino Chiti del PD (48,39 %), sono tra i più assenti. La Sen. Rosa Angela Mauro, della Lega, di assenze ne ha soltanto 26,58 %. Alla Camera invece la situazione è clamorosamente diversa. I quattro Vice Presidenti sono addirittura tra i più presenti: Rocco Buttiglione (UDC) ha appena l’11,95 % si assenze, seguono Antonio Leone (PdL) con solo l’1,16 % di assenze, Maurizio Lupi (PdL) con un risibile 0,74 % e – udite udite !!! – un’indecente Rosy Bindi (PD) con lo 0,00 % di assenze!

Ma i dati, lo sappiamo, ingannano sempre, o per lo meno non dicono tutto, anche quando le intenzioni sono buone. Innanzitutto il fatto che una persona non sia presente al voto non vuol dire che sia automaticamente un fannullone. Significa solo che quando si vota lei non c’è. E noi non sappiamo perché, la Camera cui appartiene non sa perché. Potrebbero esserci anche giustificazioni valide, tipo problemi di salute (che vanno giustamente tenuti nel massimo riserbo). Potrebbero esserci altre ragioni più o meno strettamente legate alla carica, tipo impegni di partito o altri impegni istituzionali non classificati come missioni. Insomma il sistema di registrazione delle presenze forse andrebbe rivisto e si potrebbe fornire ai cittadini un resoconto più esaustivo degli impegni istituzionali e di quelli che non lo sono ma che hanno rilievo politico. Si potrebbero fare tante cose e spesso invece ce la si prende coi numeri.

Nota: Come vengono registrate le presenze, le assenze, chi presiede la seduta
Un parlamentare viene considerato presente quando il voto è:
– Favorevole (F)
– Contrario (C)
– Astenuto (A)
– Votante (V), vale per i voti segreti
– Presidente
(P), quando il sen. presiede la seduta
– Richiedente la votazione e non votante (R)

Un senatore viene considerato in missione quando indicato con M.
Un senatore viene considerato assente quando non rientra in nessuno dei casi sopra esposti la sua casella corripsondente al voto risulta vuota.
Si veda per esempio il caso di questa votazione, parte della seduta è presieduta dal Vice Presidente Bonino, l’altra parte dal Vice Presidente Nania, vedete la P nelle caselle del singolo voto. Quando la casella è vuota il parlamentare è assente.

  • ma un po’ di chiarezza?

    Spiegazione contorta che non aiuta a capire la questione…

  • redazione

    In soldoni un parlamentare è considerato presente quando partecipa al voto o, pur non votando, presiede la seduta.
    E’ considerato “in missione” (una sorta di assenza giustificata), quando viene segnalato così nel resoconto stenografico.
    E’ assente in tutti gli altri casi. E’ un pò più chiara la questione detta così?

  • Liuc

    La spiegazione era chiarissima anche prima, grazie.

  • Nino Costa

    Che rapporto c’è fra le assenze ed i compensi ricevuti?
    E’ misurata in qualche modo la produttività personale?

  • Daniele PESCATORE

    Ma figurati se prendono meno se fanno meno! E non è populismo …sarebbe sana cosa : gli stipendi, le agevolazioni, i favoritismi li hanno ?… bene è giustissimo … MA FAMMI VEDERE CHE FAI QUALCOSA DI CONCRETO e se non lo hai fatto via a casa ! “E’ l’ itafglia che va’”

  • Paolo Recchia

    Sarebbe interessante sapere dove i nostri politici scelgono di andare in missione….Forse in una villa in Sardegna…?? O per andare a vedere la partita dell’inter??…. mah…. sapere che un politico è in missione è un informazioni così vaga che non è così utile inserirla nel profilo di un parlamentare…

  • Massimiliano DEFU

    Credo che la politica non conosca il concetto di produttività..